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Recensione: Lonely Betty di Joseph Incardona


Prendete una piccola città della provincia americana. Sistemateci dentro dei personaggi all'apparenza semplici, ma con qualche dettagliato indizio che fa presupporre segreti e inconfessabili desideri. Mettete insieme il tutto grazie a una scrittura brillante e coinvolgente, dove la voce dell'autore ammicca da ogni pagina. Quello che otterrete è un libro come "Lonely Betty" di Joseph Incardona [NN Editore].

Il seme del libro è semplice e magnificamente complesso: cosa potrebbe succedere se la vecchia maestra della contea di Durham, nel Maine, Betty Holmes, che non parla da circa cinquanta anni, aprisse bocca il giorno del suo centesimo compleanno e gettasse lo scompiglio in città?

Quello che succede è una serie di eventi in cui il lettore cerca di districarsi entrando nella testa dei personaggi insieme alla voce dell'autore.
Così, quando l'anziana Betty dice di conoscere il nome di chi sa dove si trovano i corpi dei tre fratellini Harrys, i suoi alunni scomparsi quasi sessant'anni prima, anche io ho cercato di immaginare cosa potesse essere successo, perché proprio il taciturno Stephen, dedito più alla scrittura che alle lezioni della signorina Holmes, sapesse che fine avevano fatto i tre ragazzini.

Joseph Incardona, fino alla fine, mi ha tenuto in sospeso su una corda che, secondo i suoi indizi, era tesa su un abisso che era meglio non sondare ma che, mio malgrado, ero andata a guardare da vicino. Ma. Deve esistere per forza un ma in uno stile così ironico, graffiante e, a tratti, brutale per la sua nitidezza. Ed è in quel ma che risiede la genialità di questo libro che non lascia in pace i mostri sacri della letteratura, figuriamoci se può lasciare in pace un ignaro lettore che si lascia ingannare dalla leggerezza delle cento pagine.

Adoro i libri così, inutile girarci attorno.
Fin dalla prima pagina, mi sono sentita catapultata in una realtà che, per la tranquillità e la forzata normalità di cui si fa emblema, mette i brividi.

Leggete "Lonely Betty" se avete voglia di dare una scossa al vostro cervello, perché solo una scrittura così frizzante e chirurgica può mettere in moto quei neuroni in cerca di buona letteratura.

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