Passa ai contenuti principali

Recensione: Anime Pezzentelle di Elena Starace


La storia e la cultura più profonda di Napoli e dei napoletani si fondano su episodi, abitudini e rituali spesso inspiegabili ma che sono fondanti dell'essere e del sentire di un'intera città.
Uno di questi riti è quello delle anime pezzentelle, cioè l'adozione di una capuzzella al cimitero delle Fontanelle, un teschio tra le migliaia stipati là, senza nome e senza volto ma pronto a ricevere la storia che vuole raccontargli chi lo adotta.
Anime vaganti, pezzentelle perché prive di qualsiasi cosa, alla perenne ricerca di un po' di pace e sollievo.

"Anime Pezzentelle" è anche il titolo del primo libro di Elena Starace  [edito da Gilam Agency Books] ed è il racconto, a parer mio, di come si cerca sempre qualcosa, che sia l'amore, la pace o la fortuna.
Stefano Buonocore, con la sua voce prima di bambino, poi di ragazzo e infine di uomo, ci racconta una storia che potrebbe essere comune a molti napoletani nel periodo del Dopo Guerra, quando emigrare in America significava rincorrere un sogno di benessere o, quanto meno, di cambiamento rispetto alla situazione italiana. È così che Stefano e la sua famiglia partono per New York ma, oltre l'oceano, i sogni e le speranze di sfaldano a duro contatto con la realtà.
Anima pezzentella, Stefano vaga tra l'Italia e l'Europa in cerca di un'unità che sembra perduta per sempre. Ma è davvero così?

Elena Starace costruisce un romanzo che tocca tre generazioni di una famiglia comune, fatta di persone e sogni comuni, ma che trovano ragione nel grande disegno della vita, di cui non possiamo prevedere i prossimi tratteggi.
La scrittura semplice e appassionata risulta efficace al racconto di sentimenti grandi e piccoli, delineando personaggi che toccano il cuore del lettore.
Elena Starace - già attrice (conosciuta soprattutto per il ruolo di Noemi nella serie Gomorra), regista e sceneggiatrice - con questo libro esordisce nella narrativa ma si nota la familiarità con certi linguaggi, fatti di descrizioni di sguardi che richiamano l'emozione, di stacchi pieni di pathos e colpi di scena.

"Anime Pezzentelle" mi ha strappato più di un sorriso, tra la riflessione e la malinconia, perché tocca corde sensibili con cui faccio i conti ogni giorno. Perché sono napoletana, perché ho lasciato la mia terra, perché, in fondo, siamo tutti anime pezzentelle in cerca di qualcosa, fosse anche solo un pezzo di cielo pieno di stelle a cui affidare i nostri sogni.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Per lanciarsi dalle stelle di Chiara Parenti

Tutti abbiamo paura di qualcosa. Anche quelli che dicono di non aver mai paura, probabilmente hanno paura della paura stessa. Le paure cambiano nel corso del tempo, fortunatamente qualcuna sparisce per fare posto, purtroppo, ad altri timori. Che sia fondata o meno, la paura ci paralizza, ma, allo stesso tempo, ci protegge, ci avvolge di uno strato di consapevolezza che non ci fa fare quello che ci terrorizza. È un bene o un male, non possiamo mai dirlo con assoluta certezza.
"Per lanciarsi dalle stelle" di Chiara Parenti [Garzanti] è un libro che della paura fa il suo argomento principale, soprattutto quando sparisce.
Maria Sole ha 25 anni e si lascia "coccolare" da mille paure, soprattutto ha paura di fare qualcosa di diverso dal solito. Così ogni mattina fa lo stesso percorso per andare a lavorare sempre nello stesso posto, saluta le stesse persone, scambia gli stessi convenevoli sul tempo e, fino a sera, è tutto un dejà vu. Come spesso accade, la migliore amica …

Anteprima: Al parco di Gail Schimmel

Al parco Gail Schimmel Astoria Edizioni In uscita il 20 settembre
Rebecca, una giovane artista che ha da poco adottato una bambina, Amy – dopo anni di estenuanti quanto infruttuosi tentativi di inseminazione artificiale – comincia a frequentare il parco vicino a casa. Tante le mamme che la circondano, ciascuna con il proprio pargolo, ma solo con Rose – mamma che sembra perfettamente a proprio agio nel suo ruolo, che ama dispensare consigli, affettuosa e ciarliera – Rebecca riesce a creare un legame di amicizia, che le rende tutto più facile. Il rapporto tra le due si intensifica fino a quando al parco si presenta Lilith, single, madre di una deliziosa bimbetta, che più che parlare con loro sembra interrogarle. A quale scopo, non si capisce. Da lì a poco la bilancia dell’amicizia cambia e sono Rebecca e Lilith a diventare sempre più unite, mentre Rose sembra scivolare fuori. Rose – probabilmente gelosa – si lascia andare a una serie di commenti inopportuni, che prendono di mira sia il co…