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Recensione: Ma Cupido ha i tacchi a spillo? di Viviana Giorgi


Chi l'ha detto che Cupido è un angioletto biondo e paffuto che scocca frecce a più non posso, colpendo ignari cuori solitari?
Nella vita di tutti i giorni, l'amore può colpirci in qualsiasi momento, con qualsiasi mezzo, anche tramite dei puntuti e pericolosissimi tacchi a spillo indossati da una specie di valchiria sorridente.
Succede così a Claudia, la protagonista di "Ma Cupido ha i tacchi a spillo?" [Emma Books], ultimo lavoro letterario di Viviana Giorgi che, dopo i romance storici, si conferma maestra anche nel romanzo rosa contemporaneo.

Claudia viaggia in metropolitana quando, a causa di una brusca frenata, una gigantessa le piomba sull'alluce con i suoi vertiginosi tacchi a spillo. Verrà fuori che la donna è un'infermiera dell'Est e non esiterà a prendersi cura di lei portandola di peso al pronto soccorso dell'ospedale dove lavora. Che sia un caso o che sia tutto premeditato dalla diabolica (e simpaticissima) Stilettova - come l'ha soprannominata la dolorante ragazza -, Claudia cade tra le braccia del bel Marco, medico di turno e cuore solitario. I due sembrano fatti l'uno per l'altra e se non fosse per l'intervento di un collega cascamorto, filerebbe tutto liscio fin dall'inizio. Ma si sa, l'amore non è bello se non è litigarello.

Viviana Giorgi costruisce una godibilissima commedia rosa e non risparmia qualche spunto di riflessione. Da leggere quando avete voglia di qualcosa di leggero ma non superficiale, una storia che lascia il sorriso sulle labbra.

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