Passa ai contenuti principali

Segnalazione: A un passo dalla felicità di Daphne Merkin


A un passo dalla felicità. Una resa dei conti con la depressione
Daphne Merkin
Astoria Edizioni

La disperazione è sempre descritta come cupa, quando in verità possiede una luce tutta sua, un bagliore lunare, del colore dell’argento macchiato.


“Provate solo a immaginare di dire la verità sul vostro stato d’animo nel corso di un ritrovo sociale, quando tutti si aggirano con un bicchiere di vino in mano:
‘Come stai?’
‘Non bene. Parecchio depressa, in effetti. Mi alzo a stento dal letto. Non ho idea di quel che è successo ultimamente nel mondo, e non mi interessa neanche.’
Chi ha voglia di ascoltare una cosa del genere?”


Nel mondo soffrono di depressione 350 milioni di persone; nel 2017 è stato stimato che in Italia 4,5 milioni soffrono di depressione. “Eppure questa è una tristezza di cui nessuno sembra aver voglia di parlare in pubblico, neppure in questa nostra Era dell’Indiscrezione.”
Merkin mette in luce differenze assai interessanti: il modo in cui uomini e donne presentano la depressione, per esempio. E poi, dice sempre l’autrice, un conto è se di depressione soffre una figura eroica, come Winston Churchill che combatteva contro Hitler cercando al tempo stesso di convivere con i propri demoni, un altro è se tu sei uno dei milioni di anonimi sofferenti che cercano di vivere il meglio che possono mentre combattono gli stessi demoni.

“Da anni, ormai, cerco un resoconto di questa battaglia contro la depressione che sia simile alla mia, e non l’ho mai trovata. Sto scrivendo questo libro in parte per colmare questo vuoto, per descrivere dall’interno cosa significa soffrire di depressione clinica, in un modo che spero possa aiutare chi ne soffre e gli spettatori di questa sofferenza, amici o familiari che siano.”

“La mia speranza è di aumentare la mia possibilità di sopravvivenza se capisco bene cosa c’è in gioco: la mia vita come ho cominciato lentamente a costruirla io, non quella che è stata costruita dagli altri.”

Daphne Merkin ha scritto per il “New Yorker” e contribuisce regolarmente a “Elle”.
I suoi articoli appaiono di frequente sul “New York Times”, “Bookforum”, “W”, “Vogue”, “Tablet Magazine” e altre pubblicazioni. Ha insegnato scrittura creativa. I suoi libri precedenti includono Enchantment, che ha vinto l’Edward Lewis Wallant Award per il miglior romanzo di tema ebraico, e due raccolte di saggi: Dreaming of Hitler e The Fame Lunches, che è stato segnalato dal “New York Times” tra i Notable Books of the Year.
Vive a New York City.

A un passo dalla felicità è stato segnalato dalla “New York Times Book Review” come una delle Letture preferite e ha ricevuto commenti entusiasti dalle voci più eterogenee: psichiatri, psicoterapeuti, sceneggiatori, scrittori, stilisti, critici letterari e lettori comuni, a mostrare che il problema della depressione è diffusissimo e il modo lucido e straordinariamente onesto con cui lo affronta Daphne Merkin non può che interessare e commuovere.


Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Napoli mon amour di Alessio Forgione

Come si fa a staccarsi dalle proprie radici? Come si immagina una vita lontano dalla vita che abbiamo sempre conosciuto? Come si scelgono le priorità a cui dare importanza per continuare a vivere?
Queste domande mi ronzano nel cuore da quando mi sono trasferita in Svizzera. Non è un mistero che io abbia lasciato Napoli per seguire l'amore ed è ancora meno un mistero il fatto che non sia stato un passo facile, né per me né per mio marito. Quali risposte ho trovato? Tante e nessuna che possa diventare un assunto universale. Quanto meno non saprei se quelle stesse risposte avrebbero potuto dare una soluzione anche ad Amoresano, il protagonista del romanzo di esordio di Alessio Forgione, "Napoli mon amour" [NN Editore].
Amoresano - che è il cognome, il nome non lo scopriremo mai - ha trent'anni, due lauree, un passato da marinaio e un futuro di cui non riesce a vedere le coordinate, disperse in mille annunci di lavoro, in colloqui senza sbocco, in una ricerca spasmodica…

Recensione: Ogni volta che sono solo con te di Amabile Giusti

La qualità della scrittura, della storia, di un libro, insomma, può determinarsi dal nome della casa editrice scritto in basso sulla copertina?  Mi sono spesso detta di sì, che la scrematura per mano di professionisti dell'editoria è necessaria per non farci arrivare qualsiasi rigurgito di scrittura che un essere umano possa avere nella sua vita. Poi però ho ammesso le dovute eccezione. I libri di Amabile Giusti sono queste dovute eccezioni di cui tenere conto per onestà intellettuale e perché è giusto che il mondo di questa autrice abbia il suo riconoscimento.
Ho letto per la prima volta un suo libro nel 2014, era "Trent'anni e li dimostro" prima di essere pubblicato dalla Mondadori ed era già perfetto così. In seguito ho letto anche qualcos'altro di suo e l'incanto era sempre lo stesso. La lettura di "Ogni volta che sono solo con te" [Amazon Publishing] arriva dopo tanto tempo che avevo un po' perso di vista l'autrice e i suoi libri e dev…