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Recensione: Il vero gentiluomo di Grace Burrowes


Il romanzo storico è spesso il pretesto, per noi lettori, per sognare sentimenti e personaggi che nella realtà attuale non trovano spazio.
Come ho scritto più volte, io ho bisogno della giusta predisposizione per immergermi in un'epoca passata e lì vivere situazioni che non potrebbero verificarsi nella vita moderna. Non sempre ne ho voglia, a dir la verità, ma quando capita, mi rivolgo sempre verso romance storici che mi lascino qualcosa.

"Il vero gentiluomo" di Grace Burrowes [Leggereditore] mi ha lasciato la voglia di saperne di più sull'epoca, sui sentimenti e su alcuni personaggi. C'è da dire che "Tremaine's True Love" (questo il titolo originale) è il primo capitolo della serie True Gentlemen e quindi è normale che vengano presentati dei personaggi che poi saranno approfonditi negli altri capitoli.

La storia inizia quando Tremaine St Michael arriva a Belle Maison, la dimora del conte di Bellefonte, per concludere con questi vantaggiosi affari riguardanti un pregiatissimo gregge di pecore. Tremaine è un uomo d'affari, ma è anche un nobile sebbene abbia sempre preferito la compagnia delle pecore a quella degli esseri umani, soprattutto se di mezzo ci sono balli, corteggiamenti e tutte le regole del Ton. A Belle Maison, però, le sorelle del conte sono difficili da ignorare, in particolar modo Lady Nita. Dal canto suo, Nita preferisce dedicarsi alle opere di carità piuttosto che cercarsi un marito. I due sono destinati ad attrarsi al di là di qualsiasi volontà.

La storia è ben costruita e i personaggi sono molto dettagliati, tanto che si ha voglia di saperne di più rispetto alla narrazione che ne fa l'autrice: speriamo che questa curiosità venga soddisfatta nei successivi capitoli della serie. La scrittura di Burrowes - che ho scoperto essere la prolifica autrice di ben 73 libri, di cui questo è il primo tradotto in Italia - è senza troppi fronzoli e non indugia in sdolcinerie, tuttavia mi è mancata un po' della sagace ironia che mi conquista sempre nei romance storici.

"Il vero gentiluomo", come suggerisce il titolo italiano e anche quello originale, gira attorno alla figura del protagonista maschile ed è a lui che, come lettore, mi sono affezionata: forte e tenero allo stesso tempo, portatore di uno spirito che più si avvicina all'ironia e al sarcasmo, rigido alle regole della famiglia e della fedeltà, non esita a lasciarsi andare di fronte all'amore vero. Insomma, a Tremaine è difficile resistere.

Leggete "Il vero gentiluomo" in un pomeriggio in cui ne avete abbastanza di chi non cede il posto in autobus, di chi vi calpesta i piedi mentre siete in fila al supermercato, del collega scortese che ha finito tutto il caffè a disposizione: questo libro è un velo di balsamo che sa di buone maniere e bei sentimenti.

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