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Buoni propositi libreschi 2018: voglio la bellezza


Nella mia libreria ci sono libri che a volte non hanno un nesso tra loro.
C'è Shakespeare accanto a Maurizio de Giovanni, c'è J.K. Rowling col dorso vicino a Neruda, c'è "L'amante di Lady Chatterley" che occhieggia Diego de Silva e gli confessa: "Non avevo capito niente", quando poi alla fine io sono convinta che aveva capito proprio tutto, soprattutto di certe faccende...
C'è tanta narrativa italiana che convive con quella inglese e americana, ci sono i racconti sporchi della letteratura sudamericana vicino a quelli napoletani, che tanto puliti non sono.
Non mi sono mai fatta frenare da un genere, sono sempre state solo le storie a parlarmi per farsi leggere.

Ho sempre scelto i libri che mi incuriosiscono, che mi piacciono in qualche modo e i modi in cui mi piacciono sono tutti diversi tra loro.
Confesso che a volte ho cercato di leggere solo un genere o di seguire un filo conduttore unico, ma presto o tardi mi sono sempre annoiata, troppo attratta da nuove storie che richiamavano la mia attenzione.

Da quando ho un blog, ma anche prima quando facevo la giornalista, le case editrici mi propongono dei testi. Alcuni sono davvero studiati sui miei gusti, altri meno. Molte volte gli uffici stampa fanno il loro lavoro - come è giusto che sia - e propongono il titolo del momento. Un momento che, a volte capita, non è l'ideale per me per leggere.

Avendo meno tempo, adesso mi trovo nella condizione di non poter leggere tutto, ma anzi, di volermi soffermare su qualcosa di veramente bello, che mi dia un’emozione anche giorni dopo aver chiuso l’ultima pagina. E non importa se è un libro appena pubblicato o dell'anno prima: l'importante è che sia capace di trasmettere bellezza. Bellezza della scrittura e della lettura.

Non ho fatto un piano di letture a cui dedicarmi durante l’anno, ovviamente, anche perché spero che saranno pubblicati altri libri belli nei prossimi mesi. 
Ma qualcosa adesso la so: voglio la bellezza.




[foto: Unsplash.com]

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