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Recensione: Le fragilità del cuore di Susan Elizabeth Phillips


Quando vi immergete in una storia scritta da Susan Elizabeth Phillips, difficilmente riemergerete uguali a quando avete iniziato.
Almeno a me capita sempre.
Anche stavolta con "Le fragilità del cuore" [Leggereditore] la regina del romance ha compiuto la sua magia.

Annie Hewitt non è un'eroina romantica, è una donna che inizialmente si lascia piegare dalla vita. Le sue aspirazioni di attrice sono andate deluse, è sommersa dai debiti e non le resta altro se non i suoi amati pupazzi, a cui dà vita grazie a un insolito talento da ventriloqua. Quando arriva a Peregrine Island - l'isola dove sua madre ha ereditato un cottage con un bizzarro vincolo -, una tempesta di neve mette fuori uso la sua malandata auto e dà il colpo di grazia alle sue speranze. Annie è malata, forse non solo nel corpo: aver avuto una madre come la sua, bella e magnetica per qualsiasi uomo, l'ha resa una bimba insicura, prima, e una donna spaventata, poi.

«Per diventare un'attrice di successo, devi essere estremamente bella o estremamente talentuosa» aveva detto una volta Mariah. «Sei abbastanza carina, Antoinette, e sei una ventriloqua di talento, ma bisogna essere realistici...».

Peregrine Island è stata lo scenario di ricordi belli e brutti, alcuni addirittura orribili, che Annie non riesce a dimenticare, soprattutto perché sia gli uni che gli altri sono legati a Theo Harp, figlio dell'ultimo marito di sua madre e suo flirt adolescenziale. Theo ora è uno scrittore di successo e, a distanza di anni, conserva ancora tutta la conturbante bellezza che aveva da ragazzo, anzi, quel suo lato oscuro sembra essersi espanso fino ad abbracciare anche la casa in cui vive.
Ma è davvero tutto come sembra? Quell'atmosfera oscura che ruota attorno a Theo, alla casa e prende possesso anche dei ricordi di Annie, è davvero quello che sembra? E le voci dei pupazzi che abitano la testa di Annie, sono presenze reali?

Stavolta Susan Elizabeth Phillips ha dato prova - qualora ce ne fosse bisogno - di sapersi perfettamente destreggiare con un genere diverso dal solito, mescolando suspense e romance: spesso la scrittura brillante tipica delle scene romantiche è stata percorsa dal brivido gelido del sospetto del male. Theo Harp non è descritto come il classico eroe da romance e questo mi ha, a tutta prima, disorientata. Il titolo originale, "Heroes are my weakness", ci offre un valido indizio sulla fiducia che, in ogni caso, merita la regina del romance: possiamo essere certi che, per quanto oscura e intricata possa essere la trama, non ci lascerà senza il nostro happy ending.

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