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Recensione: Dodici ricordi e un segreto di Enrica Tesio


Le storie belle, quelle che le leggi e ti si espandono dentro pian piano, hanno bisogno di tempo ma soprattutto di spazio per entrare nella testa e, più ancora, nel cuore è lì assieparsi tranquillamente.
"Dodici ricordi e un segreto" di Enrica Tesio [Bompiani] contiene una grande storia composta, come dice il titolo da dodici ricordi e un segreto, ma le sfumature di vissuto e sentito che avvolgono il lettore sono ben più numerose.

Aura ha vent'anni, sua madre l'ha partorita il giorno del suo diciottesimo compleanno e il nonno Attilio si è preso cura di lei dal primo sguardo. Aura ha gli occhi pazzi, scientificamente si chiama nistagmo, lei ha sempre visto il disagio negli occhi di chi fissavano quell'incessante movimento dei suoi occhi e si è convinta che, al di là della scienza, il suo difetto fosse solo un altro sintomo del suo essere in qualche modo sbagliata. Del resto, se non fosse sbagliata, perché sua madre non riesce ad amarla e basta? Semplicemente? 
Isabella, invece, pur amando quella sua figlia arrivata per caso, ama di più la ricerca dell'amore.
Attilio, il maestro, dal canto suo, si impegna ad essere un nonno migliore di quanto sia stato padre e, a giudicare dalla felicità che prova Aura quando sta con lui, ci riesce. Ci riesce almeno fin quando non si presenta nella sua vita Emme, la malattia che corrode i ricordi, le parole e i volti di chi ama. Ma Attilio ama troppo Aura per lasciarsi vedere mentre perde sempre più pezzi di sé, così le fa promettere di allontanarsi mentre lui si rifugia lontano e di non cercarlo. Aura diventa la custode dei ricordi di Attilio e di tutta la sua famiglia, tanto che pian piano anche un segreto, il più segreto di tutti, le si presenta con naturalezza ed esplode cambiando tutto a tal punto che, da fuori, non cambia niente.

"Dodici ricordi e un segreto" è un libro che mi ha sedotto pian piano, quasi senza che me ne accorgessi, avvolgendomi col calore dei suoi personaggi e con le storie ritrovate da Aura, fino a formare un puzzle completo e sorprendente nel suo farsi insieme frammentato eppure unitario. 
La scrittura di Enrica Tesio mi è familiare, sono anni che ne leggo il blog - Prima o poi l'amore arriva. E ti incula - e la sua capacità di coinvolgere il lettore, che nei post ha durata limitata, qua si dispiega liberamente.
È un piacere lasciarsi coinvolgere dalla storia, dai personaggi, dalla semplice cesellatura della sua scrittura e, in questi tempi di letteratura fast write e fast read, parlare di parole che si incastrano in un ritmo perfetto per suoni e immagini che richiamano, è un pregio che rende prezioso questo libro e lo candida a future riletture.

«Se non sai dove andare a pescarlo, un segreto può restare lì per sempre. 
E poi, come l’ago nel pagliaio, dopo tanto cercare un giorno lo trovi per caso, 
pungendoti il dito».

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