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Anteprima: La ragazza della fontana di Antonio Benforte


La ragazza della fontana 
Antonio Benforte
Scrittura & Scritture
dal 16 novembre in libreria

Parte come un romanzo di formazione questa storia raccontata da Antonio Benforte, giovane scrittore napoletano, esperto di comunicazione, da anni impegnato nel recupero e nella valorizzazione del territorio campano attraverso eventi e il magazine green econote.it.
Ma a mano a mano che si procede nella lettura, attraverso un io narrante ormai adulto, ci si rivolge al complicato mondo di cinque adolescenti, segnato da un brutto episodio durante l’estate del ’94. L’ambientazione è quella di un paesino dell’entroterra campano ma potrebbe essere quella di un qualsiasi paese di provincia: cinque ragazzi tra i quattordici e quindici anni trascorrono l’estate tra la comune passione per il calcio e giornate al mare. Poche le possibilità economiche per una lunga vacanza fuori. La maggior parte di loro teme il Capitano, additato da tutti come il “diverso” «ovvero il pazzo del paese, spesso burbero e solitario, un uomo che passava la sua esistenza chiuso in casa o a bordo di una vecchia auto scassata».

Da qui con un alternanza di flashback e con una narrazione che passa dalla prima alla terza persona, si tornerà agli anni Ottanta per raccontare il passato del Capitano, personaggio determinante sia nella storia che nella formazione dell’io narrante. Durante una partita di calcio nella pineta del paese, un ragazzino del gruppetto scopre il cadavere di Rebecca una compagna di scuola poco più adulta di loro. Sarà questo episodio che segnerà il brusco passaggio alla vita degli adulti. Cominceranno le diffidenze, si incrineranno amicizie che sembravano ben salde. Siamo negli anni Novanta, quelli ricchi di aspettative per cinque adolescenti senza grilli per la testa. Il tessuto sociale è quello di un paese arretrato e chiuso, pronto a vedere il male nel Capitano pur di non ammettere che il male è spesso a un passo da noi, alimentato da pregiudizi ed emarginazione.

La scrittura di Benforte scorre fluida, non mancano momenti divertenti. L’autore si muove sicuro nel complesso mondo degli adolescenti: paure, complessi, i primi brucianti incontri amorosi, i videogiochi, poi calano le ombre e la narrazione assume i toni affini alle atmosfere di “The Body” di King (da cui il film –– Stand by Me).
Un romanzo di amicizia, emarginazione, solidarietà, in cui si respira la vita vera degli adolescenti e del loro complicato mondo fatto di insicurezze e timori, che possono portare a scelte sbagliate o a seconde possibilità inaspettate. Perché ci vuole coraggio a essere se stessi, ma solo allora si comincia a vivere davvero.


«Da quando avevamo ritrovato quel corpo senza vita, poco più di un paio di mesi prima, la morte era entrata a far parte delle nostre vite, eravamo diventati adulti di colpo. La spensieratezza delle partite di pallone in pineta era stata sostituita da un’angoscia latente, dalla paura di andare là fuori, di sera»

«Il nostro era un paesino di persone fredde e povere nell’animo, di quelli in cui ci si conosce tutti, in cui la gente mormora e da cui i ragazzi con un briciolo di cervello scappano appena compiuta la maggiore età. Io questo lo capii solo dopo quell’estate del ’94»

Antonio Benforte vive a Napoli. Giornalista ed esperto di comunicazione, è Social Media Manager del Parco Archeologico di Pompei. Ha lavorato per anni in una casa editrice milanese e si è occupato di social media e ufficio stampa per diverse realtà nazionali. Dal 2008 partecipa al progetto Econote, magazine green e associazione culturale.

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