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Recensione: Amore, zucchero e caffè di Daniela Sacerdoti


Non mi capitava da tempo di lasciarmi sedurre da una copertina, ma con questo libro è successo.
Di "Amore, zucchero e caffè" di Daniela Sacerdoti [Newton Compton Editori] sono state quelle due tazze bianche e rosse su sfondo azzurro ad attirare la mia attenzione. Ed è stata un'intuizione felice, a ben guardare, perché la storia è davvero molto bella.

Margherita ha origini italiane ma vive a Londra col marito Ash e hanno adottato una splendida bambina, Lara, con una storia dolorosa alle spalle. Da sempre, il desiderio più grande di Margherita è avere un figlio e, nonostante provi per la piccola Lara un amore incondizionato, non perde la speranza di poterlo avere, un giorno. Quando quell'evento si realizza, Margherita si scontra inaspettatamente con l'indifferenza di Ash: indifferenza verso quello che lei considera un miracolo, verso di lei, ma soprattutto indifferenza verso la vita che cresce giorno dopo giorno. Nemmeno la nascita di Leo riesce a smuoverlo da quella lontananza che sembra porre chilometri e chilometri di gelo tra lui e la sua famiglia.

Il punto di rottura arriva e Margherita pensa di rifugiarsi dalla madre che vive in Scozia, nel piccolo villaggio di Glen Avich insieme al nuovo compagno, Michael, con cui gestisce un bar pasticceria molto apprezzato dalla popolazione. È nelle nebbie di Glen Avich che Margherita, Lara e Leo impareranno a vedere una nuova luce, è nella fredda e umida estate scozzese che troveranno il calore dell'affetto sincero e dell'amore più puro. Del resto, un villaggio con un castello deve pur avere qualcosa di "magico", no? E infatti il lord Torcuil, ultimo abitante di Ramsay Hall, da sempre convive con un segreto che riesce a far fuggire anche i più forti di cuore...
Ma, in fondo, è il cuore di Torcuil a non essere tanto forte di fronte agli occhi scuri di Margherita e alla tenerezza per i suoi figli.

Perché l'amore non arriva solo a certe condizioni. 
Dire "Ti amerò soltanto se non mi lascerai" significa per prima cosa che non è amore.
Si può solo amare comunque, qualunque cosa accada.
Amare significa dimenticare ogni paura.
È un salto nel buio.

"Amore, zucchero e caffè", dietro l'apparenza dell'ennesimo romanzo che impasta zucchero e baci, cupcake e romanticismo - si viene tratti in inganno dalla traduzione del titolo che in originale è "Set me free" e ha tutto un altro senso, soprattutto perché trova corrispondenza nella storia -, rivela in realtà una storia forte, intensa e dolce al tempo stesso.
Daniela Sacerdoti è la pronipote di Carlo Levi - niente meno che l'autore di "Cristo si è fermato a Eboli" -, nata e cresciuta in Italia e poi trasferitasi a vivere in Scozia. Da noi, oltre ad "Amore, zucchero e caffè", sono arrivati anche "Ho bisogno di te" - suo esordio letterario - e "Se stiamo insieme ci sarà un perché", tutti ambientati tra le magiche nebbie di Glen Avich.

Non so se leggerò anche gli altri libri della serie scozzese, ma questo capitolo l'ho letto e riletto e ogni volta mi sono emozionata.
Consigliato a chi, oltre le apparenze di un titolo mainstream e di una copertina inflazionata, vuole una storia intensa e magica.

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