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La prima stella della notte di Susan Elizabeth Phillips


Quando si leggono tanti libri, a volte i dettagli di uno o di un altro si confondono. 
A meno che non siano stati così memorabili da permettermi di ripensare ai singoli personaggi e alle loro storie sempre con piacere e a spingermi, anzi, a rileggerle periodicamente.
Mi succede con pochi autori, a dir la verità, che scrivono dei generi più diversi, e quei pochi me li tengo ben stretti.
Uno di questi è Susan Elizabeth Phillips.

Per tanto tempo ho tenuto i suoi ebook nel lettore senza sfogliarne nemmeno una pagina. Probabilmente erano stati il bottino di uno dei miei soliti attacchi di shopping libresco e, come a volte mi succede, poi me ne ero dimenticata. 
L'estate scorsa - sì, l'estate scorsa ho letto come non mai e ho dato fondo a qualsiasi testo avessi nell'ereader e in libreria - ho iniziato e sono stata presa dalla dipendenza.
Ho iniziato con la serie "Chicago Stars" e sono andata avanti con gli altri. Ad un certo punto, ho avuto anche crisi di astinenza per mancanza di SEP e ho rimediato rileggendo per l'ennesima volta "Odio quindi amo" (in questi giorni mi circola di nuovo tra i pensieri e mi sa tanto che è arrivato il tempo di rileggerlo... ancora!).

"La prima stella della notte" [Leggereditore] arriva quando ormai nessuno si aspettava un nuovo capitolo dei Chicago Stars, quando la stessa autrice aveva giurato e spergiurato che con "Natural Born Charmer" (Seduttore dalla nascita, in italiano, edito sempre da Leggereditore) la serie era conclusa. Poi, si sa, i percorsi della creatività sono pressoché infiniti e non sempre ci portano dove vorremmo andare.
Così ci ritroviamo a Chicago con Cooper Graham, l'ultimo quarterback dei Chicago Stars, a cui ha regalato tre stagioni grandiose e, in ultimo, l'anello di diamanti del Super Bowl. Tutti conoscono Cooper Graham. Tutti vogliono conoscere Cooper Graham e parlare con lui di football. Ogni giorno è un buon giorno per essere Cooper Graham. Lui lo sa e lo sanno anche tutti quelli che gli stanno attorno. Ma allora perché sembra sempre che voglia andare oltre se stesso con una nuova impresa, una buona avventura, una nuova sfida?

Piper Dove è una donna che appare fragile, confusa e persa in chissà quale misfatto che la vita l'ha messa ad affrontare da sola. Di solito, l'apparenza inganna e anche in questo caso, la vera Piper è tutt'altro che un fiorellino indifeso. Perché segue Cooper? È una stalker innamorata di lui? È stata mandata da qualcuno? Qual è il suo piano?

In pieno stile SEP, "La prima stella della notte" ribalta gli stereotipi e, al di là del romance, dona una tale profondità psicologica ai personaggi che è impossibile non appassionarsi nella lettura.
È sempre bello, poi, ritrovare i personaggi dei capitoli precedenti della serie, soprattutto Phoebe Somerville Calebow, protagonista di "Il gioco della seduzione", che ha dato inizio a tutta la serie.

Se l'autrice ha di nuovo preso in considerazione l'idea di chiudere questa serie, io le consiglierei di ripensarci per tre motivi: 
1. si percepisce la passione e il divertimento che ci mette nello scrivere i libri della serie; 
2. i Chicago Stars avranno sempre i quarterback più affascinanti del campionato quindi... perché non parlarne?; 
3. ormai ci ha resi dipendenti e non può lavarsene le mani!

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Per me Susan Elizabeth Phillips è l'eccezione che mette in pace la mia voglia di leggere romance. In ogni storia, i dettagli sono sempre ben studiati e nemmeno una virgola mi provoca quel brivido di fastidio che a volte mi danno certi libri che si pregiano di chiamarsi romance.
"Cosa ho fatto per amore" è l'ultimo arrivato in casa Leggereditore e va a colmare la mancanza che iniziavo a sentire di una nuova storia della scrittrice americana. Fermo restando che, anche così, rileggo a periodi alterni i vecchi libri [è una malattia, lo so].
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