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Anteprima: Giulia Tofana. Gli amori, i veleni di Adriana Assini


Giulia Tofana. Gli amori, i veleni
Adriana Assini
Scrittura & Scritture
dal 16 marzo in libreria

Trama

La scrittrice italiana che con i suoi romanzi storici ha conquistato anche la Spagna e Bruxelles.

Dopo i successi di critica e vendita di “Le rose di Cordova” e “Un caffè con Robespierre”, Adriana Assini torna in libreria, nel mese di marzo, con un’altra figura femminile realmente esistita nel Seicento italiano: Giulia Tofana, l’avvelenatrice di Palermo, affascinante e determinata donna pronta a fuggire dalla realtà per vivere un sogno a lei negato, una femminista ante litteram che rompe tutte le regole, infrange le leggi degli uomini e, quando necessario, si sostituisce a Dio.

Il romanzo ripercorre la vita di Giulia Tofana, nata a Palermo nel malfamato quartiere del Capo. A tredici anni già praticava il mestiere più antico del mondo, ma grazie alla sua intraprendenza aveva aggiunto altri affari sempre illeciti ma più redditizi. Mise appunto un composto, un veleno potentissimo ma trasparente e senza odore, che una volta somministrato in poche gocce, non provocava particolari disturbi, ma stroncava il malcapitato con un infarto, conferendo al volto un colorito roseo così da allontanare qualsiasi sospetto di un possibile assassino.
La mistura portava e porta il suo nome “Acqua Tofana”.
La storia si svolge prima a Palermo, dove Giulia Tofana aveva cominciato a commerciare il veleno, vendendolo soprattutto a donne per liberarsi di mariti non solo imposti, ma anche maneschi e violenti. A causa però di un uso improprio della mistura micidiale e per dileguare sospetti su di lei in seguito ad alcune morti strane, sarà costretta a lasciare l’isola nonostante sia innamorata, ricambiata, di un bel nobile siciliano, il barone Manfredi. Con l’aiuto di un frate, Fra Nicodemo, “alto e bruno, uomo d’ingegno e di vedute ampie, aveva vissuto a lungo in Continente, entrato presto in monastero solo per poter sfuggire al buio dell’ignoranza” si trasferisce con lui a Roma.

Nella Roma barocca di Urbano VIII trionfa l’arte e imperano le feste, ma è anche il periodo della giustizia, a volte sommaria e carica di vecchie superstizioni del Tribunale dell’Inquisizione. Le leggi le fanno ancora gli uomini e le donne le subiscono, assieme ai matrimoni imposti e ai maltrattamenti non puniti, prepotenze a cui nessuno, nemmeno il Santo Padre, intende porre rimedio. Spesso si chiudeva un occhio su abusi e maltrattamenti che le donne subivano soprattutto dai nobili, che rimanevano impuniti.
Quando nella città sul Tevere arriva Giulia Tofana, la musica, soprattutto per quelle donne sventurate, cambia. Lei non ne sa di scienza né di lettere, ma a forza di trafficare con l’arsenico e l’antimonio, perfeziona ancora di più la formula del veleno. Un veleno perfetto, dunque, che però non è per tutti: paladina di giustizia, Giulia lo vende soltanto alle donne.

Con una potente e accurata cornice storica non solo sul personaggio, di cui poco si conosce, ma anche su la Palermo e la Roma del Seicento e con colpi di scena, Adriana Assini affronta un tema sociale delicato, la condizione delle donne, all’epoca, prive di ogni diritto e spesso vittime di continui soprusi. Un tema che purtroppo è ancora molto attuale.

L'autrice

Adriana Assini vive e lavora a Roma. Romanziera e acquerellista di fama internazionale, viaggia spesso in tutta Italia e all’estero per i suoi romanzi.
Suoi romanzi storici di successo, per vendite e critica, Le rose di Cordova romanzo storico su Giovanna La Pazza (ed. Scrittura & Scritture, sette ristampe e due riedizioni dal 2008 al 2016), tradotto anche in spagnolo, (Las rosas de Córdoba, edizione Arcibel, 2011 - Traduzione a cura di M. Mercedes). La Riva Verde (2014) ambientato nel Medio Evo Fiammingo, e Un caffè con Robespierre, (ed. Scrittura & Scritture 2016, ambientato nella Parigi della Rivoluzione Francese) giunto in pochi mesi alla seconda ristampa e vincitore di diversi premi: Premio Letterario L’iguana, promosso dall’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e Associazione Eleonora Pimentel; Premio per il miglior romanzo storico, L’Unicorno, Rovigo.
La sua biografia è stata inserita nel libro Donne che non si arrendono, Aracne Editrice, a cura di Salvatore Bartolotta - Testi di AV su sette donne: Adriana Assini, Anna Magnani, Alba de Cespedes, Elena Bono, Silvana Grasso, Franca Rame, Tina Modotti. Più volte ospite di diverse conferenze a tema storico e sociale sulla condizione delle donne nelle diverse epoche.

Due estratti dal libro:

«Che c’è di male nel fare il bene? Io sono la speranza di tante sventurate che nessun giudice difende, che nessun santo protegge» affermò altera, inveendo contro la stirpe di Adamo, che aveva la sfrontatezza di varare leggi inique, concepite a esclusivo vantaggio di se stessa. «Ci oltraggiano, ma non ci domandano perdono. Ci uccidono e se la cavano con un’ammenda. A loro il mio veleno non serve, visto che la fanno franca anche quando ricorrono ai coltelli!» aggiunse con un ghigno, mentre osservava con fierezza le fiaschette ancora allineate sulla cassapanca, sicura che nessun codice potesse contraddirla, a fronte delle vergognose attenuanti previste per i consorti lesti di mano. «Di fronte a simili ingiustizie, non posso che vantarmi della mia invenzione.»

«Annebbiata da stupidi contrattempi, stava quasi per scordare la cosa più importante: lei, Giulia Tofana, aveva preferito il buio profondo delle tenebre alla più modesta luce del Regno.»

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