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Il tempo dell'attesa


Da qualche anno, senza nessuna ragione particolare, ho smesso di portare l'orologio.
Continuo a misurare il tempo, ma molto più blandamente.
Non me ne ero mai accorta e avrei continuato a non pensarci, se non avessi visto gli orologi di mio marito ben allineati sul cassettone in camera da letto. Sono giorni che non li indossa.

Negli ultimi tempi il tempo che passa viene scandito da un nuovo ritmo e sembra andare lento e velocissimo, allo stesso tempo. 
Le settimane sono segnate da nuovi centimetri attorno al mio punto vita e i giorni sono diventati una miriade di piccole, piccolissime novità, spesso annunciate dalle vibrazioni che avverto solo nella mia pancia.

Questo tempo è dolcissimo e lento, fatto di calore e sensazioni nuove, intervallato da buone letture e sorrisi, festeggiato con carezze e sussurri. 
Questo tempo lentissimo e dolce accelera ogni momento che passa, eppure non è mai stato più mio di ora che mi dedico a più cose, a più persone, a più amori.

Il tempo dell'attesa è quello che va lento, mentre quando si è in ritardo sembra scivolare dalle dita.
E per quanta impazienza possa esserci per questa bellissima attesa d'amore, ho imparato ad amare questa lentezza, questa dolcezza nel ritmo della vita, che non per questo rallenta.

Ci sarà un tempo in cui riprenderemo in mano i nostri orologi, io e mio marito, lo so che arriverà.
Ma non sarà ora, non oggi, perché il ticchettio che scandisce le nostre giornate e le nostre attività ci viene dal cuore. 
E non c'è niente che vorremmo di più.

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