Passa ai contenuti principali

Odio quindi amo di Susan Elizabeth Phillips


Se posso dire che ogni mia estate ha avuto il suo libro, questa è l'estate di quelli di Susan Elizabeth Phillips.
In realtà ho sempre letto qualche suo romanzo ma sporadicamente, senza collegare veramente quello che leggevo alla "grandezza" di questa autrice.

Ho iniziato a scavare nel mio ereader e mi sono resa conto di avere diversi ebook di SEP, tra cui la serie Chicago Stars [su cui spero di poter scrivere quanto prima, ma i miei tempi ultimamente sono mooolto lunghi...].

"Odio quindi amo" è uscito a gennaio 2015 per Leggereditore [che pubblica la Phillips in Italia]. Io l'ho letto subito ed è stato amore a prima vista!
Come poi succede a volte per queste cose, rimanda oggi, rimanda domani, e siamo arrivati ai giorni nostri.
Qualche sera fa avevo voglia di leggere qualcosa di particolare, che mi coinvolgesse, che mi facesse soffrire ma poi stare bene e il titolo che è venuto fuori dalla slot machine della mia memoria di lettrice è stato questo. Ho riletto "Odio quindi amo" e le sensazioni erano tutte lì, uguali alla prima lettura.

Sugar Beth Carey è la ragazzaccia di Parrish, Mississippi. O, meglio, lo era quindici anni prima, quando regnava incontrastata sulle sue adoranti amiche, le Coralline, aveva un ragazzo che tutte volevano e una vita che tutti invidiavano. E ora?
Sugar Beth torna nella città che era sua ma ora non ha più una casa, non ha più una famiglia e quelle che erano le sue migliori amiche, sono diventate le nemiche più acerrime che qualcuno possa immaginare. Che cosa è successo in tutti gli anni che è stata lontana? Perché tutto quell'odio?

Fin dalle prime pagine Susan Elizabeth Phillips delinea il carattere di questo personaggio, a mio avviso, indimenticabile. Le apparenze la vogliono strafottente, indifferente e alquanto stronza e anche quelli che non si ritengono superficiali, quando si tratta di Sugar Beth, sono più propensi a credere alle apparenze che sforzarsi di guardare più a fondo in quella vita che sembra spensierata e perfetta.

Le umiliazioni attraverso cui passa la protagonista sono così provocatorie e volutamente atte a ferirla che ad un certo punto della lettura mi è montata la rabbia. Il voltafaccia delle amiche è descritto in maniera tale che vi procurerà una fitta di dolore, o, almeno, a me ne ha procurata molto più d'una. SEP è riuscita talmente a coinvolgermi nella storia che, di fonte all'ammissione di Sugar Beth di tutte le angherie perpetrate in passato ai danni di quelli che le erano attorno, mi sono cadute le braccia e, allo stesso tempo, avrei voluto abbracciarla.

Colin Byrne non è meglio degli altri: pieno di risentimento, con un robusto desiderio di vendetta nutrito senza interruzioni nel corso degli anni, ora non gli sembra vero di poter realizzare i suoi piani contro quella ragazzina viziata che gli ha rovinato la vita e la carriera da insegnante. I pregiudizi sembrano essere il suo unico scudo nei confronti del fascino che Sugar Beth esercita su di lui e lei non fa nulla per smentirlo, anzi. Quei pregiudizi sembrano essere anche il suo unico scudo nei confronti di tutto l'odio che ora potrebbe facilmente distruggerla. E invece Sugar Beth resiste, resta in piedi, perché ha un obiettivo ben diverso da quello che tutti immaginano.

Ho riletto "Odio quindi amo" - "Ain't She Sweet" in originale - e anche la seconda volta ho sentito chiaramente l'odio dei concittadini di Sugar Beth pungermi la pelle, ho sentito la rabbia di fronte ai pregiudizi e alle ingiustizie, ho sentito la solitudine di fronte ai nemici che un tempo erano amici e ho desiderato il lieto fine.
E se un libro riesce a trasmettermi tutto questo, merita di essere riletto ancora e ancora e ancora.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: L'estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel

Quante volte ci siamo trovati di fronte al male e ci siamo lasciati spiazzare dal volto inaspettato che aveva? È facile pensare che nell'ombra ci sia quello che non possiamo che immaginare come brutto e malvagio. Ma se il diavolo arrivasse portando con sé la luce del sole più calda e brillante mai vista?
"L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel [Edizioni Atlantide] è un libro che ha il potere della scrittura che tocca, penetra, conquista e si assedia senza rimedio alcuno nel nostro animo. O almeno, a me è successo così.
A Breathed, Ohio, Autopsy Bliss è il pubblico ministero nel tribunale locale. Fin da piccolo, Autopsy è venuto a contatto con una fede molto semplice e gretta, che traccia nettamente i confini di bene e male, senza sfumature. Nel suo lavoro, però, Autopsy ha guardato in faccia al male e non sempre l'ha riconosciuto. Così, nell'estate del 1984 decide di scrivere e pubblicare sul giornale locale una lettera di invito al Diavolo, affi…

Aprile in boccio

Una primavera che tarda ad arrivare, quando poi finalmente arriva, lascia senza fiato. La natura ci dà l'esempio che nella vita bisogna sempre lasciare spazio alla speranza di sbocciare, presto o tardi, per giungere alla fioritura che meritiamo.
Da qualche anno, aprile mi si mostra in tutto il suo calore, fatto di luce e di nuovi profumi nell'aria. L'anno scorso ero anch'io sul punto di sbocciare, col pancione che in questo periodo aveva raggiunto una rotondità impressionante. Adesso vedo mia figlia che, in concomitanza con la primavera, fa fiorire le sue prime parole, i suoi primi passi sicuri.
Per Pasqua sono tornata a casa dei miei genitori, nella città che mi ha visto nascere e crescere e che adesso mi intravede spingere un passeggino durante le feste comandate.
Ritornare a casa partendo da casa è un viaggio andata e ritorno che probabilmente non avrà mai un suo verso ben definito.
Ogni volta cerco di capire da dove parto per arrivare dove ma non ho ancora trovato…