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Fuga da Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren


Si fugge per tanti motivi, da posti conosciuti e da posti sconosciuti. A volte si fugge per cercare una nuova vita. O una morte diversa.

I vecchini di Villa del Lieto Tramonto fuggono dalla residenza per anziani perché niente è più come erano abituati a vederlo e, si sa, ad una certa età è sempre complicato cambiare abitudini. Di solito. Ma questo non vale per Siiri, Irma e Anna-Liisa che di abitudinario hanno poche cose e, piuttosto che assistere alla lenta e subdola distruzione della loro amata residenza, decidono di traslocare.

"Fuga da Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren [Sonzogno] inizia così e i colpi di scena non fanno che susseguirsi fino all'ultima pagina.
Dopo "Mistero a Villa del Lieto Tramonto", il secondo capitolo della trilogia di Helsinki conferma le sfumature delicate della prima storia e, per quanto mi riguarda, mi rende ancora più cari i personaggi a cui già mi ero affezionata.

Dopo che l'ambigua amministrazione della residenza per anziani ha deciso di avviare una ristrutturazione di tutto lo stabilimento, iniziano ad avvenire strani furti negli appartamenti e niente e nessuno è più al sicuro.
Per fortuna l'ambasciatore (che è il nuovo marito di Anna-Liisa) ha tra le sue proprietà un appartamento sfitto e così, con pochi ricordi al seguito - tutto il resto è stato sgraffignato a tradimento dai bizzarri operai della ristrutturazione - Siiri, Irma, Margit e i due sposini, naturalmente, si trasferiscono in uno dei quartieri più animati di Helsinki, vicino ad un vivacissimo mercato che diventa subito meta di esplorazione della curiosissima Siiri.
L'appartamento è grande, luminoso e ben collegato ma... con un palo da lap dance in salotto cosa combinavano i precedenti affittuari?!

[fonte foto: Ramonagran]

Siiri è ancora il mio personaggio preferito: una nonnina frizzante e di mentalità così moderna che fa dimenticare l'età che ha. Nel secondo volume della trilogia di Helsinki, Siiri parte alla scoperta del nuovo quartiere e, con la sua verve, fa amicizia con due simpatici immigrati dalla pelle di ebano, Muhis e Metukka, che diventano preziosi aiuti in casa e consiglieri in cucina per ricette insolite e deliziose.

Ancora una volta l'ingegno e la vitalità di questi ultranovantenni mi ha conquistata, oserei dire quasi più della trama in sé, anche se, a differenza del primo libro, stavolta qualche colpo di scena ci sarà, eccome.
Alla fine di questo secondo capitolo mi è venuta già la nostalgia, perché so che il prossimo sarà l'ultimo episodio che vedrà protagonisti questi personaggi. Anzi, colgo l'occasione per invitare l'autrice a ripensarci, anche perché i diritti della trilogia sono appena stati comprati dall'editore inglese Pan Macmillan. Se la trilogia si arricchisse di nuovi e avventurosi capitoli? Minna, ripensaci! Per ora non vedo l'ora di leggere il terzo volume.

«Dobbiamo tornare al Lieto Tramonto.»
«Ce la faremo, non dubitare» rispose Irma levando la mano in quel gesto che faceva tintinnare i suoi braccialetti d’oro.
«Sempre che la morte non ci colga di sorpresa. Tic tac, tic tac, tic tac.»

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