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Mistero a Villa del Lieto tramonto di Minna Lindgren


Quanti anziani incontriamo per strada ogni giorno?
La nostra società che valore dà alle persone che non sono più attivamente produttive?
Riusciamo a immaginare che anche gli anziani hanno - ancora! - una vita da vivere pienamente?

Non mi capita spesso di pormi queste domande, non perché non mi renda conto che esistano tali questioni, quanto piuttosto perché non riesco a trovare una risposta.
O, forse, perché quando si è giovani non si pensa che prima o poi la gioventù può finire o, quanto meno, rallentare nella sua esplosiva fioritura.

I protagonisti di "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren [Sonzogno] sono tutti ultranovantenni, anche perché Villa del Lieto Tramonto è un complesso residenziale per anziani.
Non vi aspettate lentezza mentale e fisica perché, a quanto pare, a Helsinki gli anziani sono di tutt'altra pasta e di ben altre inclinazioni, tutte diverse dal riposo e dal ritiro.

Siiri, Irma e Anna-Liisa sono amiche e ogni giorno si incontrano per giocare a carte con alcuni degli altri abitanti della villa. Ognuna di loro, nonostante l'età - o forse in virtù di quella -, porta avanti le proprie passioni e i propri interessi: Siiri si diverte a prendere i tram e visitare ogni zona di Helsinki, mentre Irma ama in maniera smisurata i dolci - soprattutto la "toorta" - e il vino, mentre Anna-Liisa, come ex professoressa di lingua e grammatica finlandese, porta avanti strenuamente la sua campagna personale contro gli errori della lingua parlata.

Le persone in età avanzata non hanno la forza di prestare attenzione a questi dettagli, ma Siiri sì. Anzi, più invecchiava, più desiderava prendersi cura di sé. Ogni settimana andava dal parrucchiere e due volte all'anno faceva la permanente. Era difficile lavarsi e sistemarsi i capelli da sola, e oltretutto andare dal parrucchiere rappresentava quel piccolo gesto di attenzione che amava concedersi di tanto in tanto nella vita.

Entriamo nella storia quando qualcosa sembra guastarsi, nella residenza. Quelli che dovrebbero assistere gli anziani sembrano essere diventati dei secondini, mentre coloro che dovrebbero essere assistiti tirano fuori una vitalità insolita, mai immaginata in persone di un'età così avanzata.
Le tre amiche aguzzano le antenne e iniziano a guardarsi attorno con occhi diversi, perché, in fondo, pur parlando sempre di morte e andando ai funerali degli altri ospiti, quello a cui sono più legate è la vita.


"Mistero a Villa del Lieto Tramonto" è un giallo dalle tinte pastello, forse perché il mistero in sé per sé sfuma un po', come le cose che dicono di doversi ricordare i vecchini protagonisti e poi puntualmente le dimenticano.
Durante la lettura mi sono venute in mente mille domande per Siiri, sul mistero della villa ma anche sulla sua vita, mille interrogativi suscitati da indizi e dettagli che, purtroppo, restano senza risposta, quasi come se l'autrice ci presentasse fino in fondo, anche nella trama, le piccole falle nella memoria dei suoi personaggi.
Sperava che morire fosse così. Felici sono coloro che muoiono nel sonno.
Eppure, nonostante i buchi nella trama, mi sono affezionata a Siiri, a Irma e ad Anna-Liisa, alle loro vite vissute e alla loro vitalità senza età, alla loro ironia e alla voglia di scherzare sulla vita e, ancora di più, sulla morte.

«Oh Irma, che forza che sei! Cos'altro mi potrà ancora succedere insieme a te?»
«Morire» rispose. 
Non ho potuto che amare la sorprendente vitalità di questi ultranovantenni per cui l'età è solo un numero facilmente dimenticabile. Un po' come dimenticano tante altre cose, del resto. Il desiderio di muoversi e di meravigliarsi di Siiri, la sua voglia di fidarsi ancora del prossimo sono uno dei tratti più belli di questo romanzo. Mentre leggevo, più di una volta mi sono chiesta se sui tram e sugli autobus che prendo quotidianamente, non si sieda accanto a me una persona come lei. Mi piacerebbe saperlo, davvero.

Questo è il primo libro di una trilogia di cui, ad aprile, è già uscito il secondo volume, "Fuga da Villa del Lieto Tramonto" [ho letto anche questo secondo volume e presto pubblicherò la recensione] e, a dirvela tutta, non vedo l'ora che esca anche il terzo, sebbene temo il momento in cui non saprò più che fanno questi simpaticissimi personaggi.

«Tic tac, tic tac, tic tac».

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