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Benvenuto Maggio!

Sempre con la testa in mezzo ai libri [fonte foto: @ramonagran]
Maggio è arrivato senza che aprile lasciasse traccia del suo passaggio.
Non che sia stato un mese crudele [«April is the cruellest month» - T.S. Eliot], anzi.
Mi sono ritrovata stamattina a dover girare il foglio del calendario e mi sono dovuta fermare a chiedermi cosa ne fosse stato del prima.

[fonte foto: @ramonagran]
Aprile mi ha regalato trenta giorni di splendida consapevolezza, devo ammetterlo.
Ho marciato in queste 720 ore con gli occhi desiderosi di meraviglia e, più desiderio ho avuto, più bellezza ho scoperto.
Mi sono resa conto di non aver mai visto la primavera, di non aver mai osservato il dischiudersi dei fiori, di non aver mai assistito alla lenta agonia delle gemme che esplodono, di non aver mai respirato il venticello non ancora caldo che passa sulla faccia come le mani di un bimbo un po' monello.

[fonte foto: @ramonagran]
Aprile mi ha risvegliato una creatività nuova, lineare, luminosa.
Ho scoperto che le idee arrivano prendendo spunto da qualsiasi cosa, senza bisogno di cercarle.
Ho capito che più la mente va in affanno e più si chiude, come gli occhi, quando si ha paura.

[fonte foto: @ramonagran]
Nel lasciare andare l'aria dai polmoni, ho lasciato andare le cose che non posso cambiare, che sia il mio corpo o le piccole briciole del passato che continuo a trovarmi nelle tasche. Forse non sono del tutto andate, ma aprile mi ha donato anche la giusta distanza.
[fonte foto: @ramonagran]
Maggio è arrivato così, con discrezione, con quest'aria che vuole essere primaverile ma non ne ha ancora la forza. 

E forse è così anche la felicità, discreta, incredula, che ancora non ha la forza di manifestarsi con tutta la sua potenza.

La promessa, però, per il momento mi basta.

Benvenuto Maggio!

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