Passa ai contenuti principali

Terzo tempo di Annamaria Anelli

Queste pagine sono per te che sei una donna (non necessariamente, comunque); sei una mamma (ma anche no); sei una freelance (non per forza).
Sono una donna. Non sono una mamma. Sono freelance, se per freelance si intende qualcuno che cerca, crea e organizza il proprio lavoro in maniera autonoma.
Due premesse su tre del libro di Annamaria Anelli "Terzo tempo. Strategie di una mamma freelance per surfare nella vita quotidiana" [Emma Books] mi calzano a pennello, e partendo da queste due premesse, posso assicurarvi che mi sono ritrovata al 100% nei consigli di questo manuale breve e mirato.

Devo fare una premessa anche io: non amo molto i manuali.
Quando in libreria li vedo, sono sempre tentata. Li prendo in mano, me li rigiro tra le dita come se cercassi una risposta attraverso il tatto. Poi leggo la quarta di copertina e sempre sempre sempre trovo una parola, una frase, una situazione che mi richiama qualcosa di mio, quindi a volte cedo alla tentazione e li compro. Ma poi, non so come accade, non li leggo mai. Come se, arrivati nella mia libreria di casa, quei manuali perdessero il potere che avevo loro riconosciuto a prima vista.

***un po' come accade con gli amori a prima vista, che quando si scontrano con la vita quotidiana perdono gran parte del loro fascino***

Nonostante la mia diffidenza nei confronti della categoria, però, ho iniziato a leggere "Terzo tempo" con un'energia inaspettata, forse perché fin dalle prime pagine ho sentito la voce di Annamaria, una voce amichevole ma decisa, indulgente nei confronti delle piccole e grandi debolezze di ognuno ma consapevole che per superarle, queste debolezze, ci vuole una scossa.


E la scossa può essere qualcuno che ci dice di non passare tutto il tempo in casa in tuta, anche se dobbiamo lavorare soprattutto al computer, senza che anima viva ci veda magari fino a sera o al giorno dopo.
Oppure che ci rassicura sul potenziale dei sogni come cibo per l'anima: "Chi l'ha detto che i sogni devi smettere di farli, a un certo punto?".

Il consiglio che, però, mi ha toccato di più è stato quello di organizzare pranzi - o anche passeggiate - solo con chi ci fa star bene. Di conseguenza, sarebbe salutare cancellare dalla rubrica i numeri di tutte quelle persone che sono demoralizzanti nella loro perfezione (o presunta tale), che vedono tutto nero e che non condividono la nostra stessa fatica costruttiva nell'affrontare la vita:
I pranzi-ricostituenti sono la tua parentesi e in quella parentesi ci entra solo chi ti corrisponde.
L'autrice le chiama strategie salva-anima e se qualcuno mi avesse dato questo consiglio, non so, magari dieci anni fa, probabilmente avrei impiegato meglio l'energia che invece mi sono fatta succhiare via dai vampiri di cui, mio malgrado, mi sono a volte circondata. Più pranzi-ricostituenti e più terzi tempi. Ma cos'è il terzo tempo?
È quando non lavori, non ti prendi cura della tua famiglia, non pulisci casa, ma riesci a ricavarti uno spazio-tempo per te. Il terzo tempo è quella dimensione di cura di te che devi imparare a regalarti, se non con una certa regolarità, almeno più spesso che puoi.
Alla fine, mi sono resa conto di aver letto questo libro non come un manuale, ma come una lunga conversazione con qualcuno che, in maniera disinteressata, ti racconta come è passato attraverso alcune situazioni in cui ti riconosci e da cui puoi appuntarti delle dritte da tenere sempre a portata di mano. Come una conversazione con un'amica, insomma.

***la lettura di "Terzo tempo" ha costituito una piacevole variante del mio terzo tempo. E grazie Annamaria!***

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Sara al tramonto di Maurizio de Giovanni

Quanti personaggi convivono all'interno della testa di uno scrittore? Pirandello ci ha insegnato che quando un personaggio si presenta, l'autore ha poco da rimandare, a meno che non riesca a sopportare il lamento continuo di qualcuno che chiede insistentemente di essere ascoltato.

Maurizio de Giovanni, per chi lo segue anche sui social, racconta che per lui è più o meno la stessa cosa: c'è il periodo in cui si presenta il commissario Ricciardi e lui deve dargli voce, poi arrivano gli schiamazzi dal commissariato di Pizzofalcone e allora Maurizio va a parlare coi Bastardi e così via per tutti i suoi racconti. Stavolta, per la prima volta - fatta eccezione per un racconto in una raccolta -  la voce che lo ha interpellato è femminile, Sara.

"Sara al tramonto" [Rizzoli] apre una nuova serie che ha per protagonista Sara Morozzi, ex poliziotta impiegata in una sezione distaccata dei Servizi Segreti, nota nell'ambiente per la straordinaria capacità di leggere le labb…

Recensione: Sotto lo stesso tetto di Christina Lauren

Un autore/autrice che ci è piaciuto/a in diversi libri, può ancora fare flop nelle nostre preferenze di lettori? Purtroppo sì, e succede sempre più spesso: se leggete le recensioni su Amazon, per esempio, a volte ci sono dei cali drastici di stelline per nomi che fino a quel momento erano al top delle classifiche. A me è già successo e, a dir la verità, mi dispiace sempre quando mi trovo tra le mani un testo che speravo essere tutt'altro.
"Sotto lo stesso tetto" di Christina Lauren [Leggereditore] finisce nella lista di 'mi aspettavo di meglio' pur avendo tutte le carte in regola per essere una lettura piacevole. Holland Bakker è ossessionata da un musicista che vede tutti i giorni in metropolitana. È lui, è la sua musica, è il suo aspetto, Holland non saprebbe dirlo ma quando suo zio, noto compositore di Broadway, si trova in difficoltà con il suo musical, non esita a trascinarlo in metro per fare un provino improvvisato al suo musicista preferito. Calvin McLough…