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Mi sei capitata per caso di Diana Malaspina


L'amore. L'odio. Un lavoro. Vincere la lotteria. L'uomo della nostra vita. Lo stronzo che ci rovina la vita. La gioia. Il dolore. La genialità.
Un figlio.

Tutte queste cose - e milioni di altre - possono capitare per caso oppure, per lo stesso caso, possono sfuggirci per sempre.
A Pamela, la protagonista di "Mi sei capitata per caso" di Diana Malaspina, tocca una gravidanza e, con ironia e un fortissimo spirito di adattamento, tutto inizia a ruotare attorno alla sua pancia. O meglio, Pamela cerca di non far ruotare proprio niente attorno all'enorme cambiamento che sta avvenendo in lei, ma accade in ogni caso.

Pamela lavora in un laboratorio di biologia molecolare e ha alle spalle un passato da pattinatrice. È una ragazza concreta e dai solidi princîpi, ma quando si tratta di Mirko non ragiona più. Così, in virtù di tutti quegli anni passati a prendersi e mollarsi, decide di concedersi un'ultima follia passando la notte insieme prima che lui parta per gli Stati Uniti.
Melania viene concepita così, per caso, ma Pamela in breve si trasforma in una mamma organizzatissima. E quando, sempre per caso, le capita di innamorarsi, si trova a fronteggiare una nuova sfida.

"Mi sei capitata per caso" è scritto in prima persona e la verve frizzante dell'autrice pervade tutto il testo, senza rendere noiosi nemmeno i brani di vita quotidiana con i ritmi che un bambino impone. Diana Malaspina racconta una storia che potrebbe essere capitata a chiunque e per questo ho sentito una particolare vicinanza, sia con l'ironia sia con i dilemmi che pure attanagliano i protagonisti. Anche quando si delinea la storia con Flavio, la trama risulta credibile e mai forzata dai dettami delle ultime mode romance: lui bello, col fisico di chi potrebbe schioccare le dita e trovarsi frotte di donne ai piedi, con un sorriso che incanta, eppure lavoratore, semplice, con i suoi limiti e le sue paure.

*** e scusate se lo preferisco ai miliardari che non si capisce bene come se li siano guadagnati, questi  benedetti miliardi! E per giunta li spendono mangiando con posate di plutonio e viaggiando in auto che si accendono con la fusione fredda! Abbiate pietà della mia intelligenza!***

Se proprio dovessi definire questo romanzo con una parola sola, direi sicuramente credibile, dall'inizio alla fine. E anche nel finale, che potrebbe essere visto come il classico lieto fine da romance, posso assicurarvi che ci sono elementi che vi faranno sorridere, come se stesse capitando a qualcuno che davvero conoscete e che, finalmente, ha quello che merita, così, per caso.

Perché l'amore - anche e soprattutto quello - capita per caso, in ogni sua forma.

Commenti

  1. Grazie per la bellissima recensione. La credibilità, per me che non sono una fan dei supermiliardari che tu hai citato, è stata in questo caso un grandissimo complimento!

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    Risposte
    1. Nemmeno io sono una fan dei supermiliardari, ti assicuro! ^_^ viva la credibilità e la concretezza! Complimenti ancora, Diana! E non farci aspettare troppo per leggerti ancora! ;-)

      Elimina

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