Passa ai contenuti principali

Libri senza padrone


Vengono a letto con me.
Stiamo insieme sul divano.
E vengono anche in bagno con me, è inutile mentire.
Li accarezzo sovrappensiero.
Li porto con me ovunque vada, ci teniamo per mano nelle passeggiate, al sole.
Stanno con me più tempo di quanto non ci stia io, in effetti.

Eppure non mi appartengono.

Perché i libri presi alla biblioteca sono senza padrone.

A Napoli ho frequentato le biblioteche soprattutto per i libri che prendevo in prestito per studio e difficilmente mi accompagnavano in giro per casa [ho sempre avuto l'abitudine di studiare alla scrivania della mia stanza]. Erano compagni di studio, ma non amici.
Per tutti gli altri libri, ho sempre soddisfatto il desiderio di leggerli comprandoli: non aveva senso passare davanti ad una libreria e limitarmi a guardare qualcosa che potevo avere nell'immediato. Sarebbe stato come passare davanti ad una pasticceria e limitarmi a dare solo una leccatina al vetro della vetrina dei dolci. Non aveva senso prendere in prestito in biblioteca dei libri che potevano andare ad arricchire la mia libreria casalinga [che in breve ha avuto bisogno di una seconda aggiunta e poi... lasciamo perdere...]. Solo libri di proprietà, insomma!


Da quando mi sono trasferita a Losanna, reperire libri (cartacei) in italiano è diventato un po' più difficile. Quando ho scoperto che la biblioteca cantonale (che si trova in un bel palazzone storico in centro) ha anche le ultime uscite dei libri del mercato italiano, è iniziato il mio pellegrinaggio periodico per vedere cosa mi propongono di nuovo.

Ed è così che ho iniziato a portare in giro con me libri di cui mi dimentico la provenienza, facendo finta perfino che mi appartengano, mentre mi fanno compagnia nei lunghi pomeriggi domenicali.
Solo raramente mi rendo conto che, allo scadere del termine indicato sul cartellino di prestito, dovrò salutarli. Allora, mi viene un po' di nostalgia.

***la stessa che provo quando so che anche il tramonto coi colori più belli si spegnerà***

I libri senza padrone portano con sé la stessa conoscenza, lo stesso conforto e lo stesso calore di quelli che compriamo.
Solo che sono più generosi e moltiplicano il bene che portano per condividerlo con quante più persone possibile.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina di Viviana Giorgi

Le atmosfere e i personaggi, a volte, non hanno bisogno di tantissime parole per manifestarsi al lettore. Succede così in "Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina: romanzi in miniatura" di Viviana Giorgi [Emma Books], dove, nei racconti brevi, c'è tutto lo stile che abbiamo imparato a riconoscere come tipico dell'autrice, maestra del romance storico quanto contemporaneo.
In "Il Duca & Miss Mason", ad esempio, si ha un gustosissimo assaggio del romance storico come piace a me, frizzante e mai banale, originale e pieno di colpi di scena. Insomma, come negli altri romanzi firmati da Viviana Giorgi, mi è venuta voglia di leggerne ancora! 
Non sono da sottovalutare nemmeno i romanzi in miniatura contemporanei: alcuni sono stati vincitori di premi, altri sono stati già pubblicati su diversi siti, ma tutti hanno l'accuratezza e la maniera dell'autrice, una specie di tocco magico che mi fa desiderare di saperne di più.
Uscito nel periodo delle …

Buoni propositi libreschi 2018: voglio la bellezza

Nella mia libreria ci sono libri che a volte non hanno un nesso tra loro. C'è Shakespeare accanto a Maurizio de Giovanni, c'è J.K. Rowling col dorso vicino a Neruda, c'è "L'amante di Lady Chatterley" che occhieggia Diego de Silva e gli confessa: "Non avevo capito niente",quando poi alla fine io sono convinta che aveva capito proprio tutto, soprattutto di certe faccende... C'è tanta narrativa italiana che convive con quella inglese e americana, ci sono i racconti sporchi della letteratura sudamericana vicino a quelli napoletani, che tanto puliti non sono. Non mi sono mai fatta frenare da un genere, sono sempre state solo le storie a parlarmi per farsi leggere.
Ho sempre scelto i libri che mi incuriosiscono, che mi piacciono in qualche modo e i modi in cui mi piacciono sono tutti diversi tra loro. Confesso che a volte ho cercato di leggere solo un genere o di seguire un filo conduttore unico, ma presto o tardi mi sono sempre annoiata, troppo attr…