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Cambiare è facile. Come liberarsi dalle cattive abitudini e vivere felici


Ci sono abitudini dure a morire. E ci sono abitudini che è bene che non muoiano.
Ma cos'è un'abitudine?

Per definizione è: 
la tendenza alla continuazione o ripetizione di un determinato comportamento, collegabile a fattori naturali o acquisiti e riconducibile al concetto di consuetudine o di assuefazione. arc. Disposizione naturale.
Si parla di ripetizione, di acquisizione di comportamenti ma anche di disposizione naturale. Proprio Gretchen Rubin nel suo libro "Cambiare è facile. Come liberarsi dalle cattive abitudini e vivere felici" edito da Sonzogno e in tutte le librerie da oggi, parla di quattro disposizioni congenite che le permettono di identificare quattro tipologie di persone: i costanti, gli accondiscendenti, i dubbiosi e i ribelli.
Ci vengono forniti sorprendentemente pochi indizi per comprendere che tipo di persone siamo. 

John Updike
In base alle diverse disposizioni, è possibile cercare di capire in che modo un individuo reagisce alle abitudini. Perché, se è vero che per essere felici basta cambiare le proprie abitudini, bisogna capire quali abitudini bisogna cambiare e quale invece tenere e cosa questo scatenerà nella persona.
Molte volte siamo tentati di imitare le abitudini di personalità fortemente produttive e creative, sperando di ottenere gli stessi risultati, ma non è così che funziona. O meglio, non funziona così per tutti. La Rubin è categorica su questo punto: non esistono soluzioni valide per tutti, perché ognuno deve coltivare le abitudini che fanno bene a lui e a lui soltanto. 

Come la felicità, che non è unica e uguale per tutti. Che deve essere coltivata come meglio si crede, accarezzata quando se ne sente il bisogno e difesa con ogni mezzo che ci sembra adatto.
Le abitudini che ci condurranno alla felicità sono personali, magari per alcuni sembreranno strambe, ma per noi diventano le fondamenta di ogni nostro bene.

Ho cercato innanzitutto di capire a quale disposizione appartengo e quali sono le abitudini che più duramente fatico ad abbandonare. I miei risultati e le mie soluzioni sono oggetto di riflessione anche in questo momento.
Per liberarmi dalle cattive abitudini, prima devo riconoscerle come tali e forse è questa la sfida più grande per me. Sì, perché, pensateci, le abitudini sono come coperte calde in cui arrotolarci quando fa freddo, sono il sapore fresco e conosciuto dell'acqua quando abbiamo sete, sono il panorama che vediamo ogni giorno aprendo la finestra di casa. E se anche ci facessero del male, beh, siamo davvero così convinti di volerle cambiare?

"Cambiare è facile" aiuta a liberarsi da tutte quelle convinzioni in cui ci crogioliamo, ma, cosa fondamentale, ci aiuta ad accettare che ci sono cose di noi che dobbiamo tenerci così come sono, anche se sono strane abitudini, anche se ci portano lontano dagli esempi esterni di comportamento che vorremmo adottare ma che non ci si addicono. E se il cambiamento arriva dall'accettazione, è più facile, non credete?

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