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Anno nuovo, pensieri nuovi (forse)...


L'anno nuovo è entrato da qualche giorno e io ancora resisto alla tentazione di scrivere una lista di buoni propositi
Ora mi chiedo per quanto ancora ci riuscirò.

No, non è questo né il luogo né il momento per iniziarne una, ma qualche nuovo pensiero voglio appuntarlo, che ormai la mia memoria inizia a fare cilecca (ebbene sì, e prova ne sia l'enorme quantità di post-it che uso...).

Rileggevo i post di fine anno che ho pubblicato negli anni passati e, in uno, mi sono lanciata addirittura a promettere che nei dodici mesi che stavano entrando, avrei terminato il libro che avevo perso e davo notizia di una raccolta di racconti che intanto era nata.
Del libro perso ho riscritto altri 4 capitoli e la raccolta si è arricchita di qualche altro racconto, ma nessuno dei due testi, a parer mio, è ancora pronto a vedere la luce fuori dal mio schermo.


Intanto, però, ho assistito a fenomeni editoriali che mi hanno fatto riflettere.
Sempre più case editrici hanno iniziato a reclutare autori e testi "raccogliendoli" dalla piattaforma di autopubblicazione di Amazon. La tendenza va avanti dal 2013, più o meno, ma ora sta assumendo sfumature diverse. Ad esempio, alcuni agenti letterari hanno iniziato a seguire degli esordienti, supportandoli nell'autopubblicazione, probabilmente per testare il gusto dei lettori prima di proporre i testi a delle case editrici.

Del resto, Amazon e gli altri e-shop sono arene democratiche dove vince il più forte. E per più forte non intendo solo chi scrive meglio (in quel caso sarebbe un'arena meritocratica e quando mai è esistita, siamo sinceri!), ma anche chi sa elaborare una strategia di autopromozione più efficace.

Sono sempre stata una ferma e convinta sostenitrice del lavoro delle case editrici e non ho cambiato idea.
Il lavoro di editing, di marketing, di organizzazione e, soprattutto, di supporto di cui un autore, esordiente o meno, ha sempre bisogno. 
La mia convinzione non si è scalfita ma, dall'osservazione dei nuovi ritmi nella danza della scoperta di nuovi talenti (?) letterari, ho iniziato a valutare che l'autopubblicazione può essere una vetrina da non sottovalutare.

Mi spiego meglio. Se ormai è risaputo che certe case editrici non accettano testi dal nulla, ma anzi raccolgono quelli già autopubblicati, è sbagliato tentare la sorte?
Sono ancora del parere che niente potrà sostituire la professionalità di una casa editrice, con tutti i professionisti che vi lavorano. Ma se per arrivarci bisogna passare per l'autopubblicazione, è davvero così sbagliato?

Ci sto riflettendo e non credo più che la piattaforma di Amazon sia il demonio. O meglio, sono comunque convinta che sia un inferno fatto di gironi traboccanti di testi che forse sarebbe meglio non aprire mai, ma è anche vero che tra quei dannati ce n'è qualcuno che merita la redenzione/pubblicazione.

Inutile dire che pubblicare come se non ci fosse un domani, immettendo in rete ogni cosa che si scrive, senza correggere, senza chiedere il parere di un lettore esterno... beh, è la via lastricata di errori che porta uno scrittore nel dimenticatoio, indipendentemente se si autopubblica su Amazon o no. Insomma, se vi autopubblicate, non credete di avere il contratto di una casa editrice già in tasca!


Alle case editrici che "pescano" tra gli autopubblicati, però, vorrei fare un appunto. 
Mi capita di leggere degli ebook selfpublished e, quando mi capita la "perla rara" [= bella storia, scritta bene, senza errori né di trama né di struttura (quelli con gli errori di grammatica non li prendo proprio in considerazione)] sotto gli occhi, sono la prima ad auspicare che anche una casa editrice la noti.
Quando questo avviene - e ultimamente sta avvenendo purtroppo anche per testi che di certo non possono definirsi perle rare - mi aspetto quanto meno che il testo venga, che so, ampliato, migliorato. Se resta uguale, identico anche nelle parti che magari avrebbero avuto bisogno di una spuntatina, io sto lì a chiedermi perché i lettori, che da autopubblicato ne hanno decretato il successo comprandolo magari a un prezzo di € 0.99, ora dovrebbero ricomprare lo stesso identico ebook a € 4.99 (quando va bene) o in cartaceo a € 9.99 o più.
Non è un caso se poi alcuni autori che da self erano delle bombe di vendita, poi con le case editrici diventano dei petardi sfiatati.

Anno nuovo, dunque, e qualche pensiero nuovo.
Le convinzioni di sempre restano ferme, anche se sono disponibili ad arricchirsi dall'osservazione delle nuove realtà editoriali e dal confronto.

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