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Chifeletti di Monica Lombardi


I ricordi si manifestano come e quando vogliono.
Passano per gli occhi, per le orecchie, per il naso e, a volte, per il palato.
E i ricordi non sono solo attimi in cui abbandonarsi alla malinconia per le persone che non ci sono più o per i momenti che non rivivremo. I ricordi passano e spesso hanno il potere di lasciare dietro di sé la voglia di rinascere, di ripartire da quello che c'è stato per vivere più consapevolmente il futuro.

"Chifeletti. La ricetta per ricominciare" di Monica Lombardi [Emma Books] è un racconto che fa parte del Ricettario del cuore e, come nelle premesse di tutti gli altri racconti, accosta una ricetta ad una situazione emotiva.
Il testo di Monica, però, fa di più.
Oltre a raccontare un pezzo di storia familiare dell'autrice, racconta un pezzo della storia del nostro Paese: la cessione dell'Istria alla Jugoslavia.
«Femo i gnocchi?» mi chiedeva. La frase preferita della mia infanzia.
In casa di Monica, dalla nonna alla mamma, passando per lei e la sorella, le ricette di famiglia diventano attimi in cui il cuore di tre generazioni di incontra su sapori che hanno il significato che ognuno di loro vuole dargli.
Cosa sono i chifeletti? Sono i dolci di cui la famiglia è gelosa, tanto da non invitare nessuno a condividere quella delizia che, da bambini e poi, man mano, da adulti, avranno sempre e solo un significato: siamo una famiglia.
Gli gnocchi riempivamo la pancia, ma i chifeletti ci facevano felici.
"Chifeletti. La ricetta per ricominciare" racconta di nuovi inizi, dopo il trasferimento da Istria alla Toscana, dopo l'abbandono di un marito, dopo che la vita diventa un po' beffarda, dopo che l'autrice ha conosciuto più approfonditamente la storia della sua famiglia.

Tuttavia, ci sono e ci saranno sempre domande che non troveranno una risposta, ma chissà, può essere che, in fondo, in un sapore conosciuto, legato alla bellezza di un ricordo indelebile, si può trovare comunque quella serenità che è più appagante di qualsiasi quesito soddisfatto. 

Commenti

  1. ciao Ramona! Grazie per aver letto e recensito questo racconto, che è per me molto particolare, perché è la prima volta che racconto "di me" in ciò che scrivo. Ma quando da mia madre, lo scorso marzo, ho scoperto particolari del suo passato che non conoscevo, ho capito che era un pezzettino di storia che volevo assolutamente raccontare. Per me è stato un modo di rendere omaggio a tre donne grandi e generose, alle tre generazioni di donne che mi hanno preceduto.
    A presto!
    Monica

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