Passa ai contenuti principali

Uccidete Pulcinella di Massimo Torre


Nessun supereroe potrebbe entrare in azione a Napoli.
Nessuno, tranne Pulcinella.

Sì, perché Pulcinella è esattamente questo per Napoli: il supereroe mascherato che ha in tasca le chiavi della città e ne conosce tutti i più piccoli anfratti, così come conosce tutti i mali che l'affliggono e lotta per salvarla. Perché salvare Napoli significa salvare se stesso.

Puccio D'Aniello fa il "tuttaio", una figura a metà tra MacGyver e Bob l'Aggiustatutto, capace di aggiustare qualsiasi cosa, dal rubinetto al computer, passando per le ingiustizie e i mali della società. In realtà, la vocazione di aggiustatutto di Puccio si estende a 360gradi per le strade della Sanità, nascosto sotto la maschera di Pulcinella.
Pulcinella doveva essere un souvenir per turisti e basta, al massimo una marionetta per gli spettacoli dei bambini. Con quella vocetta del cazzo e il bastone: «Uè!».
"Uccidete Pulcinella" di Massimo Torre [Edizioni E/O] è un libro che, con ironia e realismo, suggerisce l'idea che Napoli possa essere anche altro, per uscire dal pregiudizio comune di camorra e lassismo delle istituzioni.

"Chi ha paura di Pulcinella?" è stato il romanzo d'esordio di Torre e il primo capitolo di una serie di libri che, a mio parere, sono da non perdere. "Uccidete Pulcinella" è il secondo volume della serie e inizia dopo che Pulcinella ha vinto e il boss della Sanità, Clemente Sparaco, è morto. Un nuovo ordine pare regnare nel quartiere, ma non tutti ne sono contenti. Soprattutto Ciro Sparaco, il figlio del boss che, tutt'ad un tratto, si sente spodestato dalla successione al trono malvagio che il padre aveva preparato per lui. La frustrazione per la mancanza di potere, causa l'acuirsi della sua ossessione per pratiche sessuali dal "retro gusto", diciamo così, particolare e Rosa Bellella ne fa le spese. Fortuna che Pulcinella è sempre riuscito a salvarla e per questo Rosa gli riserva il suo cuore.
Pulcinella era sparito. La camorra era sparita. E questo per lui non era un buon segno.Quel pensiero opprimente lo costrinse a cercare aria sul balcone del suo studio. Guardò il golfo di Napoli e per un istante rimase a bocca aperta, quasi perdendo la cognizione di sé, tale era la bellezza che gli si parava davanti.
Il golfo di Napoli [foto: fonte]
I personaggi di questo secondo libro di Torre nascondono tutti un segreto, buono o cattivo, tutti conservano nel cuore un angolo meno illuminato dove nessuno può guardare e, quasi sempre, è lì che si trova la verità.

Dalla prima all'ultima pagina, non ho potuto fare a meno di godermi ogni parola, ogni immagine di Napoli veicolata da espressioni che hanno fatto breccia nella mia idea della vita a Napoli. Torre descrive in maniera così godibile anche gli aspetti meno ameni, tanto che, alla fine, mi è dispiaciuto che alcuni personaggi rimanessero così, un po' sospesi, ma questo non fa che spingermi verso il prossimo libro dell'autore.

Di norma non amo molto le serie, ma, chissà perché, quelle ambientate a Napoli diventano immancabilmente le mie preferite.

***sto scherzando. Lo sapete benissimo perché. Lo sanno anche le pietre, il perché***

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Il purgatorio dell'angelo di Maurizio de Giovanni

Ogni volta che viene pubblicato un nuovo libro di Maurizio de Giovanni, attorno alla storia fiorisce sempre un affetto difficilmente descrivibile.
Da quando nel 2007 è uscito il primo libro del commissario Ricciardi, l'amore per questo personaggio e per le sue vicende nella Napoli degli anni '30 è andato crescendo a dismisura.
"Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi" [Einaudi] è stato annunciato come il penultimo capitolo della serie e non c'è verso di farsene una ragione.
Al contrario, adesso si cerca di gustarsi ogni pagina con ancora più trasporto.
Io sono nel gruppo degli inconsolabili ma la trama è strutturata in maniera tale da guidare il lettore verso una naturale conclusione.

In questo libro siamo a maggio e a Napoli avviene un delitto che tocca quello che è da tutti considerato un angelo: padre Angelo De Lillo viene trovato morto su una scogliera a Posillipo, poco lontano dal convento dei gesuiti dove vive e insegna. Se t…

Recensione: Il tavolo del faraone di Georgette Heyer

Georgette Heyer per me, finora, era solo una leggenda di cui avevo letto pochi capitoli in giro. Una mia inammissibile mancanza, lo confesso. Finora. "Il tavolo del faraone" [Astoria] - il titolo originale è Faro's Daughter - è il mio battesimo Heyer e, da amante del romance storico, non potrei essere più entusiasta. C'è tutto: l'ambientazione in Inghilterra durante il periodo della Reggenza, la nobiltà dei personaggi, gli equivoci, l'ironia, lo spirito arguto dei dialoghi.  Devo riconoscere alla traduttrice Anna Luisa Zazo l'enorme merito di aver conservato tutte queste caratteristiche heyeriane, perché vi assicuro che non è per niente facile riportare in un'altra lingua dei tratti così particolari di una storia che, in definitiva, la rendono il capolavoro che è.
Mi sono trovata, così, immersa completamente nelle vicende che hanno costretto Deborah Grantham a lavorare in una casa da gioco tenuta, suo malgrado, dalla zia, Eliza Bellingham. È nella casa…