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Perdona e dimentica. Come le foglie in autunno...

La poesia delle foglie d'autunno... [foto: fonte]
Novembre ha il colore dorato delle foglie che cadono e, a tratti, ne possiede anche la leggerezza.
Da qualche anno, il mio novembre è il mese in cui avvengono alcuni cambiamenti che poi restano con me, se non per sempre, almeno per un lungo tempo.
È il mese in cui ho conosciuto mio marito. È il mese in cui ho ottenuto belle soddisfazioni professionali. È il mese in cui, attualmente, mi piace iniziare a pensare attivamente al calore del Natale.

E la natura, a novembre, sembra essere più clemente, possiede la calma di chi ha già dato i suoi frutti più belli e che non ha avuto paura a seminare ancora nella promettente luce di ottobre. Novembre ha il ritmo di chi aspetta che il tempo passi, perché passa sempre, e intanto un po' si coccola.


Anche le foglie più belle ingialliscono e cadono, ma perdonano e dimenticano il vento che le ha staccate dal ramo.
Perdonare e dimenticare sono due attività lente adatte a novembre.
Non c'è perdono se non si dimentica, secondo me, ma per dimenticare bisogna prima iniziare a perdonare.
Più volte mi sono chiesta se il perdono non sia solo un modo più magnanimo di definire il disinteresse. Per me le due cose spesso si confondono.

Perdonare per il male.
Perdonare per l'indifferenza.
Perdonare per la falsità.

Solo quando non si prova più dolore toccando le ferite, si può dimenticare.
Ma se ormai ci si è abituati a quel dolore e si è scelto di ignorarlo, si dimentica lo stesso.
L'indifferenza è il peccato come il perdono.

Perdona e dimentica solo se ormai non t'importa.
Perché se t'importa ancora, stai pur certo che farà ancora male e non dimenticherai più facilmente, anzi. Inizierai a odiare tutte le ragioni che hanno poi reso necessario il perdono.
Lo sciocco non perdona e non dimentica. L'ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona ma non dimentica.

Proverbio cinese
Novembre ha la calma della luce e delle foglie d'autunno.

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