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I peperoni di nonna Angelina di Cristina Zagaria


'A pacienza vale chiù d' 'a scienzia!

Quanta pazienza ci vuole per passare attraverso i grandi e piccoli drammi della vita?
La stessa che ci vuole per farsi pervadere dalla gioia e dalla voglia di vivere.
La pazienza è quel tempo che ci prendiamo - anche inconsapevolmente - per tornare nei luoghi del cuore, devastati, mutati, mai gli stessi che abbiamo lasciato, ma ancora lì.

Angela, la protagonista de "I peperoni di nonna Angelina. La ricetta della pazienza" di Cristina Zagaria [Emma Books], torna a Napoli per concedersi la pazienza di ricostruire la propria vita, dopo che tanti anni prima da lì era partita per andare a vivere a Bologna col marito. Ora, naufragato il matrimonio e tutti i suoi sogni di famiglia, Angela sente che è arrivato il momento di ritornare nel luogo delle sue origini.

I luoghi delle origini sono sanatori per l'anima, secondo me.
Sono luoghi/non luoghi che non hanno una reale connotazione geografica e spaziale. Sono angoli che portiamo dentro di noi e da cui attingiamo quando ne abbiamo bisogno, sia dopo una separazione o un lutto, sia per una giornata grigia in cui vorremmo cieli tersi e solleone.
E se i luoghi delle origini non hanno una forma precisa, in compenso hanno odori e sapori che riconoscereste tra mille.
«C'è un solo segreto per cucinare davvero bene i peperoni imbottiti: ci vuole pazienza. È come l'amore, il peperone si deve trattare con delicatezza e riempire di piccole cose quotidiane. E quando pensi che tutto sia pronto non ti devi distrarre. Il peperone, o se vuoi l'amore, ha bisogno di attenzioni, altrimenti rischia di seccarsi».
I peperoni imbottiti che le preparava nonna Mammà, per Angela, sono il ritorno a casa a lungo atteso.
Nel suo viaggio a ritroso - anche nel tempo - Angela crede di lasciare dietro gli affetti che ha costruito a Bologna e di ritrovarsi sola in una Napoli che, come se l'avesse lasciata il giorno prima, l'accoglie a braccia aperte. Ma è la sua impazienza a parlare. Perché l'affetto sincero non si perde mai di vista, nemmeno con tanti chilometri di mezzo. E la solitudine della nuova casa viene presto colmata da nuovi e inaspettati amici. Insieme a loro, Angela mette in tavola la ricetta della nonna e il risultato la riempie di gioia.
Per la prima volta nella sua vita Angela non corre, non ha grandi obiettivi da raggiungere o sfide da superare. Si occupa di se stessa come meglio può. Sta bene e basta. E la sua non è una rinuncia, è una conquista.

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