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Libri in uscita a settembre 2015


Vi sareste mai aspettati che l'estate volasse con questa velocità?
Eppure sembra essere durata un soffio ed eccosi qua con un massiccio bagaglio di nuove uscite.
Come ogni anno, per me settembre è un po' la fine e l'inizio di nuove e mirabolanti avventure!
Magari non saranno proprio mirabolanti e forse non saranno nemmeno avventure, ma l'aria di rinnovamento c'è sempre.
Quindi perché non estendere questa voglia di novità anche alle nostre letture?
Potremmo provare a leggere un genere che finora abbiamo guardato con diffidenza o dare una seconda possibilità a qualche libro che abbiamo abbandonato qualche tempo fa.
Io ho giusto un paio di titoli in mente...

Che i libri di settembre siano con voi!


Parigi è sempre una buona idea
Nicolas Barreau
Feltrinelli
3 settembre

Parigi è sempre una buona idea, si sa.
Innamorati o no, vale sempre la pena di passeggiare lungo le sue vie. Lì, in rue du Dragon, nel cuore di Saint-Germain, può capitare di imbattersi in un piccolo negozio che vende carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano per i suoi clienti ed è un’accanita sostenitrice dei rituali. Il "café crème" la mattina. Una fetta di "tarte au citron" nelle giornate storte. Il bicchiere di vino rosso dopo la chiusura. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita.
Ecco perché ogni anno, il giorno del suo compleanno, sale i 704 gradini della Tour Eiffel e, con il cuore in gola, esegue il suo piccolo rito: getta in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito.
Tutto cambia quando, un giorno, un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Nel tumulto, Rosalie non si accorge che si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare "La tigre azzurra", il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, il libro ottiene premi e riconoscimenti e viene messo al posto d’onore in vetrina.
Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, la giovane donna pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della "Tigre azzurra" sia sua…




Io, Partenope
Sebastiano Vassalli
Rizzoli
3 settembre

Di Giulia Di Marco esiste una storia ufficiale, che il tribunale dell'Inquisizione le ha cucito addosso nel Seicento: un'eretica, colpevole di aver sedotto e traviato l'intera Napoli. Poi esiste la storia vera, quella di una religiosa che ha dedicato la vita a soccorrere gli altri, prendendo il nome di “suor Partenope”, come la Sirena che protegge la città e che rivive in tutte le sue donne. A loro indica una via nuova verso Dio: l'estasi, una comunione diretta dell'anima ma anche del corpo, senza la mediazione dei sacerdoti. Venerata come una santa, Giulia apre una voragine nell'ordine delle cose, sovvertendo regole e gerarchie. Occhi pericolosi si spalancano su di lei, occhi che non si chiudono neanche di notte: quelli del nemico più temibile, il Papa. Portata a Roma con la forza, Giulia conosce il dolore e l'umiliazione, ma rinasce giorno dopo giorno al fianco di un amico speciale, Gian Lorenzo Bernini, la cui ingenuità in amore si rivelerà grande soltanto come il suo genio. Ideale conclusione di un percorso narrativo lungo oltre trent'anni, con questo romanzo Vassalli ci conduce attraverso una stagione di tenebre e di illusioni, mettendo a nudo le menzogne che l'hanno fatta esistere, e ci ricorda qual è la Chiesa che tutti quanti abbiamo perso.

L'uomo senza identità
Vittorino Andreoli
Rizzoli
3 settembre

Se l’uomo di Musil si è caratterizzato per “la mancanza di qualità” quello di Andreoli descritto in questo romanzo è un uomo privo di identità. Un uomo stanco della follia del mondo e del suo rumore, che fugge in una baia sperduta della Scozia affacciata sull’oceano.
Circondato solo da uccelli di mare, Franz Gustav farà i conti con i fantasmi del passato e con le molte relazioni che attende ancora di vivere. L’uomo senza identità è dunque la narrazione di un uomo solo che però trova dentro di sé non un doppio ma addirittura una frammentazione, che lo porta a smarrire persino il significato di che cosa voglia dire Io.
In quel luogo disabitato nasce la storia di un uomo che appare più ricca ma anche più confusa di quella di una grande metropoli. L’identità, la coerenza, il riconoscimento di principi, tutto diventa indefinibile e Franz Gustav tenterà di immergersi nel proprio profondo fuggendo persino dalla propria sensorialità, chiudendo gli occhi. E in questa immersione incontrerà il vuoto e il nulla.
Dopo aver raccontato la fragilità dell'essere umano nei suoi saggi, Vittorino Andreoli mette in scena la frantumazione dell'individuo, la moltiplicazione in frammenti di io che si sdoppiano per imporre il proprio mistero. Un romanzo grandioso, affabulatorio, inevitabilmente autobiografico. Un coraggioso affresco della tragedia che si cela dietro la maschera di una normalità indossata da ognuno di noi. Proprio perché senza un’identità questo personaggio finisce per essere ciascuno di noi dentro una civiltà sempre più rumorosa ma anch’essa sempre più priva di una univocità di senso.

Due uomini buoni
Arturo Pérez-Reverte
Rizzoli
3 settembre

L’ammiraglio in pensione Pedro Zárate e don Hermógenes Molina, traduttore di Virgilio e Tacito, sono membri della prestigiosa Real Academia Española, ma soprattutto sono Due uomini buoni, colti e di ampie vedute in una Spagna che invece, alla fine del Settecento, sembra ancora sorda al richiamo dei Lumi, ai sommovimenti che di lì a poco sconvolgeranno la Francia e il mondo intero. Quando i due ricevono dai loro colleghi della Academia l’incarico di andare a Parigi per acquisire, quasi clandestinamente, i ventotto volumi della prima edizione dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, all’Indice nei due paesi, nessuno sospetta che il viaggio si trasformerà in un’avventura piena di pericoli e soprassalti, di difficoltà e di agguati. Lungo strade fangose e infestate dai banditi, i due raggiungono la capitale dei caffè e dei salotti, della vita libertina e delle agitazioni politiche alla vigilia della Rivoluzione, ma anche quella delle banlieues più povere e miserabili, alla ricerca del libro che, più di tutti, incarna l’ansia di libertà e fa vacillare troni e governi. In Due uomini buoni, romanzo d’avventura e di idee, basato su avvenimenti reali mescolati alla più spericolata finzione, Pérez- Reverte mostra come i suoi grandi successi siano il risultato di una riflessione profonda sull’arte della narrazione e ci regala un libro che è un inno all’amicizia e alla cultura in tempi di crisi come i nostri.

È la vita, Joy
Nell Dunn
Sonzogno
10 settembre

Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

Imprimatur
Rita Monaldi e Francesco Sorti
Baldini&Castoldi
10 settembre

Roma, settembre 1683
In una locanda nel cuore della Città Santa la morte improvvisa di un viaggiatore semina il panico: veleno o peste? Per paura del contagio, gli ospiti vengono rinchiusi in quarantena nelle loro stanze. Tra essi c’è l’abate Atto Melani, ex cantante castrato e ora agente segreto del Re Sole, deciso a scoprire cosa si celi dietro quella strana morte. Atto dovrà però scontrarsi con le reticenze e le paure degli altri ospiti, con lo spettro della peste che aleggia nella locanda e gli echi minacciosi della battaglia decisiva che le armate dei principi cattolici stanno combattendo a Vienna contro i turchi. Nonostante le difficoltà, l’inchiesta dell’abate Melani condurrà alla soluzione del mistero, ma soprattutto alla tremenda verità che segretamente condiziona il destino d’Europa: una congiura internazionale in cui s’intrecciano religione, politica e spionaggio. Il diario dell’inchiesta, tenuto minuziosamente dal garzone della locanda, finirà sepolto in un volume manoscritto.

Il segno 
Sarah Lotz
Nord
10 settembre

12 gennaio 2012, il giorno che ha cambiato la Storia. Il giorno in cui quattro aerei di linea si sono schiantati al suolo: in quattro continenti diversi e quasi nello stesso istante. Nessun atto di terrorismo, solo un’assurda, tragica fatalità. O forse no. Perché, contro ogni logica, in tre casi ci sono stati dei superstiti. Tre bambini, usciti senza nemmeno un graffio dai rottami. E ben presto quei bambini sono diventati prima un mistero inspiegabile, poi un enigma inquietante.
Per fare luce sul mistero, alla giornalista Elspeth Martins non rimane che raccogliere tutte le informazioni disponibili, comprese le interviste rilasciate nel corso del tempo da chi si è preso cura di loro dopo gli incidenti aerei. E una cosa ben presto risulta chiara. I Tre hanno una forte influenza su chi sta loro vicino. A volte è un’influenza positiva, a volte invece è come se emanassero una forza malefica. E più Elspeth indaga sulla storia dei Tre, più gli interrogativi si accavallano.
 Chi sono – o cosa sono − davvero quei bambini? Una semplice anomalia statistica? Messaggeri di Dio, inviati sulla terra per uno scopo ancora oscuro? O il Segno premonitore della fine dei tempi? Molte domande, una sola risposta: questo romanzo.

Florence Gordon
Brian Morton
Sonzogno
17 settembre

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan, ma non è certo una vecchia signora. È una femminista ebrea divorziata, una scrittrice scorbutica, un’attivista testarda e orgogliosa. Detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Anche la famiglia è per lei un fastidio più che una rete di affetti. Florence sta lavorando alla sua settima fatica, un libro di memorie, e desidera solo restarsene a casa tranquilla, quando un importante articolo del New York Times la definisce “patrimonio nazionale”. Di colpo viene catapultata sotto le luci della ribalta e la sua vita prende un’accelerazione definitiva, obbligando Florence a uscire da quel filo spinato che aveva costruito attorno a sé. La situazione precipita appena i suoi “cari”, dalla lontana Seattle, si trasferiscono a New York: il figlio Daniel (che ha scelto di snobbare le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una storia con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Florence si sente sotto assedio e sarà costretta ad avere molti più contatti con il prossimo di quanti ne vorrebbe. Ma Florence è soprattutto una donna ironica e brillante e quindi, giorno dopo giorno, tra i quattro si intreccerà una commedia irresistibile e di raro divertimento, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e a non poter più fare a meno della sua voce.

Da qualche parte nel mondo
Chiara Cecilia Santamaria
Rizzoli
17 settembre

Lara è esile, pallida, lo sguardo sfuggente di chi non si lascia addomesticare. Elena è forte, sorridente, due occhi nocciola che trasmettono calore. Una l’opposto dell’altra, ma sono inseparabili. Quando il padre ha abbandonato lei e sua mamma, Lara non ce l’avrebbe mai fatta senza Elena. Da quel giorno in cui, a scuola, si è schierata dalla sua parte contro tutti i compagni, sono inseparabili. E, anni dopo, quando Lara si trasferisce da Roma a Londra per inseguire l’amore e la carriera di pittrice, sono ancora le stesse amiche di sempre. Elena è lì, pronta a difenderla e a credere in lei. Ma, un giorno, qualcosa si mette fra loro due. Non se lo sarebbe mai immaginata, Lara, di trovarsi davanti a una scelta che cambierà le carte in tavola: fino a che punto è disposta a sacrificare la felicità della sua migliore amica per raggiungere la propria? Basta una sola decisione per cambiare irrimediabilmente la nostra vita e quella di chi amiamo. I sentimenti che ci trascinano con tutta la loro forza fanno paura. Ma, a volte, per scoprire davvero chi siamo, dobbiamo sacrificare anche ciò che non avremmo mai voluto perdere.

Mio padre in una scatola da scarpe
Giulio Cavalli
Rizzoli
17 settembre

Michele Landa non è un eroe, e neppure un criminale. Tutto ciò che desidera è coltivare il suo orto e godersi la famiglia; vuole guardarsi allo specchio e vederci dentro una persona pulita. Ma a Mondragone serve coraggio anche per vivere
tranquilli: chi non cerca guai è costretto a confrontarsi ogni giorno con gli spari e le minacce dei Torre e con l’omertà dei compaesani.
Michele conosce la posta in gioco, ha perso il lavoro e molti amici, ma è convinto, nonostante tutto, che in quel deserto si possa costruire qualcosa di bello e provare a essere felici. Al suo fianco c’è Rosalba, “la silenziosa”: dopo quarant’anni si amano come il primo giorno, sono diventati genitori e nonni, sognano una casa grande e un albero di mele. Ma si può immaginare una vita diversa, in una terra paralizzata dalla paura?
Con una scrittura avvolgente e il piglio di un autentico cantastorie, Giulio Cavalli racconta un’Italia dimenticata e indifesa, ricordandoci che non serve fare rumore per diventare eroi delle piccole cose.

La voce verticale
Walter Siti
Rizzoli
17 settembre

Quel che l’autore ci propone è un viaggio innamorato e capriccioso nella lirica d’ogni tempo e Paese: cogliendo l’occasione di una rubrica giornalistica, Siti ha scelto e commentato testi che spaziano dall’antica lirica greca alla contemporaneità, attraverso il misticismo medievale e il barocco seicentesco, e poi il simbolismo e oltre.
Nella grande varietà dei contesti, la lirica mantiene comunque e sempre un’aria di famiglia – legata all’idea che il poeta sia il trascrittore di parole che giungono da Altrove: che si chiami Dio, o il vuoto dello zen, o l’inconscio, o la segreta alchimia della natura. O la follia, perfino. Quella della poesia è una lingua speciale che si stacca dagli stereotipi quotidiani, facendoci sentire che comunicare e basta è toppo poco. Ora che la lirica, almeno in Occidente, sembra entrata in un cono d’ombra (lacerata com’è tra nostalgia e insopportabile semplificazione), questa minima e tendenziosa antologia può funzionare da antidoto, purché il lettore si attenga a semplici istruzioni per l’uso: 1) non leggere le pagine per ordine ma saltare, seguendo l’estro personale o costruendosi categorie alla Borges (i trentenni, i suicidi, gli omosessuali, gli spagnoli…); 2) dare un’occhiata all’originale anche quando non ne conosce la lingua; 3) leggere prima la poesia, poi il commento, poi di nuovo la poesia, che allora si aprirà come quei fiori liofilizzati che immersi in acqua ritrovano la primitiva bellezza. Se accadesse anche una sola volta, l’autore si riterrebbe pienamente ripagato della propria opera servile.

Il dizionario delle cose impossibili
Didier van Cauwelaert
Edizioni Clichy
17 settembre

Viaggiare nel futuro, modificare il passato, comunicare telepaticamente con un cane, un gatto, un uccello, un albero sembra qualcosa di impossibile. Eppure... Dai misteri dell’intelligenza animale alle ultime scoperte sul nostro cervello, dalle inspiegabili guarigioni di Lourdes ai mutamenti artificiali del clima a scopo militare, Didier van Cauwelaert, brillante romanziere francese di origine belga noto anche in Italia, esplora con passione e humour decine e decine di situazioni impensabili che sono però state oggetto di pubblicazioni scientifiche, inchieste poliziesche, pronunciamenti giudiziari, basando tutto il suo lavoro su documenti inoppugnabili. E si disegna così, in modo del tutto straordinario, una nuova mappa del reale che confina e spesso oltrepassa l’irreale, per aiutarci a capire ciò che rimane al di fuori del nostro controllo razionale.

Il ladro di voci
Jacob Rubin
Edizioni Clichy
17 settembre

Giovanni Bernini ha una dote bizzarra: è in grado di imitare chiunque alla perfezione. Catapultato dall’anonimato della piccola città in cui vive al grande mondo dello spettacolo, viene notato dal vulcanico talent scout Maximilian Horatio, che ne fa rapidamente una star. Ma con la fama, Giovanni capisce però di esistere soltanto nelle sue imitazioni. Quando incontra la bellissima ed enigmatica soubrette Lucy Starlight dovrà riuscire ad assumere l’unica identità che non è mai riuscito a padroneggiare: la sua. Tra Jonathan Lethem e Woody Allen, Il ladro di voci è un romanzo d’esordio spumeggiante, un’opera tragicomica sulla storia di un uomo costretto a rischiare tutto per salvare se stesso e conoscere il vero amore.

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Dopo
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