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Leggimi nel pensiero Vintage: Il corpo nell'armadio di Rufus King


Ora come ora, mi sembra impossibile che ci sia stata un'epoca in cui non leggevo gialli.
Eppure è esistita davvero, quell'epoca.
Era sempre il 2007 - le mie recensioni vintage, per ora, risalgono tutte a quell'anno - e provai a fare un tentativo con "Il corpo nell'armadio" di Rufus King, pubblicato dalla Polillo Editore che, nella collana "I bassotti", ha dei bei gialli da recuperare, secondo me.

***anche questa volta la recensione è pari pari quella pubblicata nel 2007***


Il corpo nell'armadio di Rufus King.
Polillo editore, 2007.
In ogni libro giallo che si rispetti deve esserci sempre una bella donna. E un poliziotto un po’ scontroso ma dallo sguardo penetrante. E magari anche un cadavere. Se poi è nascosto, ci troviamo davvero di fronte ad un capolavoro.
Già dal titolo “Il corpo nell’armadio”, il libro di Rufus King si annuncia come un intrigante costruzione volta a coinvolgere il lettore in ogni singola mossa dell’investigatore chiamato a risolvere quello che, magistralmente, all’inizio sembra un caso semplicissimo.
Il ritmo incalzante dello stile di quest’opera prima dell’americano King, pubblicata nel 1929, scioglie i nodi che sono venuti al pettine nel corso di poche ore, dalle 20,37 alle 7,11, concludendosi in un circolo perfetto che non può che strappare un sorriso al lettore.
Ambientata nella New York sfavillante degli anni ’20, la storia si apre con una telefonata al locale distretto di polizia: la signora Endicott, moglie del ricco finanziere Herbert, sospetta che il marito abbia una relazione con una donna molto pericolosa e che, dovendola incontrare ore prima e non essendo più tornato, il signor Endicott possa trovarsi in grave pericolo. Il tenente Valcour prende la telefonata e si reca sul posto per parlare con la padrona di casa.
Memore della tradizione poliziesca precedente, che si rifà a Poe, Chesterton e Christie, King non può che dare al suo poliziotto origini straniere, franco- canadesi più precisamente, e sarà anche questo suo distacco dall’americano medio, impersonato dagli altri poliziotti subordinati, a conferirgli un’aria distinta, riflessiva quasi oltre il consentito. Valcour, di cui non si conosce il nome, è andato all’università e ha una cultura abbastanza raffinata da consentirgli di apprezzare l’arredamento moderno ed eccentrico di casa Endicott. Inoltre, il suo sguardo non si posa solo sulla superficie delle cose, ma è curioso di scoprirne i misteri nascosti, di indovinare, attraverso le espressioni e gli stati d’animo delle persone che si trova davanti, i loro pensieri più reconditi. Ed è con questo metodo che cerca di trovare una fenditura nella cortina d’acciaio della signora Endicott, una donna non priva di mistero e di una fragilità che affascina suo malgrado Valcour. O di trovare una chiave di lettura nell’ermetica espressione della governante.
Il lettore ragiona insieme a Valcour, man mano che questi scopre gli indizi e interroga i sospettati. Da bravo giallista, però, King bara un po’ col lettore attivo, nascondendo alcune intuizioni del tenente- investigatore o insinuando in ogni personaggio il dubbio della colpevolezza e lasciando a chi legge la possibilità di trarre conclusioni autonomamente.
Un giallo godibilissimo, che scatena in chi legge la voglia di arrivare alla soluzione prima di Valcour, tramite i profili magnificamente disegnati dall’autore, alla ricerca di un assassino e di un movente che continuamente sfuggono.
Primo di 11 romanzi che vedono protagonista il tenente Valcour, “Il corpo nell’armadio” è l’opera che diede fama a King e, dopo una prima traduzione italiana ridotta e pubblicata col titolo “Notte d’orgasmo”, vede ora la luce, dopo anni, nell’ottima traduzione di Cecilia Vallardi, per la collana “I bassotti”, una eccezionale operazione della Polillo Editore per recuperare i capolavori gialli dimenticati o misconosciuti della cosiddetta “epoca d'oro della narrativa gialla” (1920-1940).

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