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Inutile scaramanzia di chi non ha bisogno di fortuna


Due bicchieri di champagne millesimato, sul tavolino di uno yacht ancorato al largo di un'isola tropicale, sullo sfondo una mano su cui si intravede un diamante di diversi carati, si allunga verso il bicchiere.

Una piscina nella semioscurità illuminata solo dal tramonto viola che esplode oltre la parete di vetro, qualche candela irradia una luce discreta che illumina solo un corpo immerso fino alla testa nell'acqua della vasca.

Cibo che sembra uscito da quei libri patinati che costano quanto una cena per due, raffinato, esotico, con il giusto grado di unto che fa immaginare orgasmi per il palato, in secondo piano un locale esclusivo dall'altro lato del mondo.

Queste foto invadono il mio spazio social - Facebook, Instagram, Twitter, Tumblr - e non ci sta niente da dire. Se non fosse che le didascalie portano sempre una frase o un hashtag scaramantico.


La scaramanzia per me non è una novità. Sono napoletana da diverse generazioni, è da quando sono nata che sotto i miei occhi si attuano i riti scaramantici dai più antichi ai più originali. Ho visto mimare e sentito filastrocche contro il malocchio - che a Napoli diventa "uocch' sicc'", gli occhi secchi, che non fanno bene e non fanno fare bene gli altri - che mai riuscirò a ricordare, figuratevi se un hashtag mi può smuovere.

Quello che mi ha fatto saltare la mosca al naso è che la scaramanzia social è del tutto inutile perché è praticata da chi - da quello che mostra, e sui social, si sa, si vive di immagine - non ha bisogno di fortuna.
Ti prego, tu che fai vacanze da 50mila euro, spiegami la scaramanzia a cosa ti dovrebbe servire?
Tra l'altro, se hai paura degli occhi addosso o delle civette - in napoletano "secce" o "ciucciuettole" - perché mostri senza ombra di dubbio la tua fortuna sbandierandola in miliardi di foto?

Non mi venite a dire che quella vacanza sull'atollo affittato per un mese ve la siete pagata col resto della spesa che avete raccolto nel salvadanaio per tutto l'anno. 

Tutte le civette davanti ai "sciò sciò ciucciuè" dei super ricchi si fanno una grande risata, poi si voltano, alzano un po' la coda e rilasciano la loro risposta al messaggio.

Ma io, in fondo - ma molto molto in fondo - li capisco.
Questi sono quelli che non gioiscono mai, per paura degli occhi addosso.
Questi sono quelli che se gli capita di rompersi un'unghia iniziano subito a pensare che la loro perfettissima vita è stata sabotata dalle ciucciuettole.
Questi sono quelli che non partecipano alla gioia degli altri e, così facendo, impediscono a chiunque di partecipare alla loro.


Io sono sinceramente contenta quando vedo la gente che si diverte facendo quello che gli piace. Ma deve dare tutto se stesso, senza pensare alla scaramanzia. Altrimenti, in un attimo, per un hashtag, mi diventa odiosa.
E poi, anche perché, fatemelo dire fuori dai denti: mi avete stancato.

Quando una sta in vacanza deve fare il vuoto, la vacanza, appunto.
Il vuoto anche di ogni scaramanzia, perché finalmente sta facendo quello che vuole, fregandosene di chi guarda oppure no.
E poi, se tanto avete paura di stupidi sabotaggi, basterebbe non pubblicare ogni sfoglia d'oro che è posata sul vostro cammino.

Vacanza è svuotare.
Vacante. Senza di voi.


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