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Quella certa dipendenza dal tasto invio di Lucia Del Pasqua


Se non sopporto chi non sopporta niente, sono anche io insopportabile?

Leggendo "Quella certa dipendenza dal tasto invio" di Lucia Del Pasqua [Baldini&Castoldi], mi è capitato diverse volte di chiedermelo, soprattutto perché Penelope Mazzi, fashion blogger con base a Milano ma sempre in giro per l'Italia e per il mondo, non sopporta le fashion blogger, i milanesi, chi partecipa a tutti gli eventi e una miriade di altre cose.

All'inizio del libro, Penelope sembra amare in maniera viscerale solo la sua gatta Saffo, per il resto mal sopporta le colleghe - e come darle torto, tra pseudoanoressiche e finte esperte di tutto -, le amiche che sono prese in una spirale di milanesità che lei, toscana, subisce a giorni alterni, e la gente in generale, a cui si mostra in maniera totalmente sincera, tanto da sembrare scortese e acida.
Sono per l'ennesima volta di fronte alla mia bipolarità: non sopporto nessuno, evito di socializzare, ma sono qui, nel bel mezzo del glamour. [...] Forse va di moda dire che si desiderano la pace e il silenzio e fare il contrario, forse è di moda lamentarsi della social life pure facendone attivamente parte.
Ecco, per dire.

Cosa può rompere una routine che sembra non avere niente di abitudinario se non la sensazione di volersi trovare altrove?
La risposta è quella che ha scatenato guerre, ha smosso mari e sgretolato monti, ha trasformato mostri in esseri umani (e viceversa!): l'amore.
Penelope, nonostante la corazza di cinismo e ironia (che ho adorato!), quasi al di là della sua volontà, si innamora di Yiannis - che potremmo chiamare anche Ulisse - conosciuto su Facebook ma poi incontrato nella realtà, prima a Parigi e poi in Grecia e di nuovo a Milano.
Troppi cliché? Può darsi, soprattutto per una che oltre a odiare i cliché, non tollera troppo le donne innamorate.

Forse è il karma, forse è una legge non scritta, ma fateci caso: spesso ci capitano tutte le cose che, viste dal di fuori, odiamo e, una volta che capitano a noi, ci rendiamo conto che non sono poi tanto male.  A Penelope capita di innamorarsi e si rende conto che non è semplice come le poteva sembrare dal di fuori, che quando ci si mette in gioco o lo si fa fino in fondo o non vale.

Se volete avere un'idea del blog di Penelope, andate su "The Fashion Politan" di Lucia Del Pasqua e avrete lo specchio perfetto del lavoro descritto nel libro.
Io seguo Lucia da qualche anno, sono arrivata sul suo blog attraverso uno di quei tortuosi percorsi del web che spesso portano al nulla ma altre volte, rivelano dei veri e propri tesori. Stavolta mi è andata bene e l'ironia di Lucia (che traspone pari pari in Penelope) è frizzante e fresca come una cedrata in un pomeriggio di afa (quanto può essere afoso Facebook e il web in generale?! Tanto!).

Esordiente nel mondo dei libri, Lucia Del Pasqua non è certo un'esordiente della scrittura e dell'espressione del proprio pensiero. "Quella certa dipendenza dal tasto invio" è una bella prova di narrativa fresca, senza tanti fronzoli né sovrastrutture finte-intellettualoidi. Se l'incontro con l'editore Baldini&Castoldi è avvenuto così come raccontato nel libro, be'... chapeau!

Leggete "Quella certa dipendenza dal tasto invio" quando siete prigionieri di quella rete di notifiche, di avvisi di lettura, di orari di visualizzazioni su Whatsapp e di "like" su Facebook. Vedrete che, durante alla lettura, insieme a Penelope, mollerete le cime e navigherete nel mare aperto della consapevolezza che, la vostra Itaca è ben lontano da tutto quello.

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