Passa ai contenuti principali

Non avremmo mai dovuto di Francesca Bonafini e Caterina Falconi


I mariti non sono mai amanti così meravigliosi come quando stanno tradendo la moglie.
Marilyn Monroe

Per prendere un caffè e tradire la moglie c'è sempre tempo.
Totò

Il tradimento è nato con l'uomo. O meglio, è nato con l'uomo quando si è trovato vicino una donna e sotto gli occhi un'altra.
Chi non fa parte dell'equazione, invece, ha la visuale molto più chiara e riconosce tutti i segnali della fregatura. 
Diciamoci la verità, non ci vuole molto a capire che le frasi che i mariti (delle altre) dicono alle amanti sono scuse, solo scuse e della peggiore specie, per giunta. 
Del resto, sono inventate da uomini che, mentre stanno per dire la stupidaggine, hanno come scusante il fatto che l'afflusso di sangue non sia diretto esattamente al cervello.

In "Non avremmo mai dovuto. Le frasi che gli uomini sposati dicono alle amanti" di Francesca Bonafini e Caterina Falconi [Ad est dell'equatore], c'è una bella carrellata di scuse che passano dal divertente al patetico, dall'irreale all'impossibile, dalla favola alla baggianata.
"Dammi sei mesi" è uno dei miei capitoli preferiti in quello che potrebbe diventare il manuale che ogni donna dovrebbe leggere come autodifesa contro il tradimento: 
E chissà perché sei... Forse perché sei è un tempo dimezzato. Metà quadrante dell'orologio. Metà anno. La metà evoca il doppio. È la sua trasposizione sul piano del desiderio, immagine dell'incompletezza che vuole ricongiungersi a un'altra metà. L'altra donna. L'altra vita, finalmente.
I casi presentati dalle due autrici dimostrano che, benché sia difficile crederci, le donne che si fanno infinocchiare, in alcuni casi avevano fior fior di cervelli funzionanti prima di incontrare i traditori. Sarà l'amore o saranno gli ormoni, il risultato è che poi si sono bevute qualsiasi scusa, anche quelle più assurde.

Vi amo entrambe in modo diverso.
Sei tu la donna che avrei dovuto sposare.
Non si ripeterà.
Non avremmo mai dovuto.
Amore. Tesoro. Cara. Vita mia. Cuore mio. Luce dei miei occhi.

"Non avremmo mai dovuto" è scritto con un'ironia asciutta, netta, in alcuni tratti feroce, che non si sottrae al grottesco. 
Come il tradimento, credo. 
A volte fine a se stesso, crudele, che non di rado getta nel grottesco gli attori e le situazioni che creano.

Se "l'adulterio è una materia che ha le sue regole, le eccezioni e i paletti, tipo la grammatica italiana", allora questo libro potrebbe diventare un manuale da leggere con gusto, per farsi un'idea di quello che c'è in giro. 
E poi perché, fidarsi è bene, ma avere gli occhi aperti è meglio!

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Segnalazione: L'impazienza di Penolope di Giovanna Di Verniere

L'impazienza di Penelope Giovanna Di Verniere Bookabook

«Ci sono persone che ti camminano accanto per anni e a malapena conosci la loro storia. Ci accontentiamo di ombre, non di persone, pur di non restare soli. Poi, un giorno, uno sconosciuto ti stringe la mano e improvvisamente ti sembra di essere stata risucchiata dai suoi occhi. Come se lui ti avesse percepito davvero, come se una semplice stretta di mano avesse potuto sfiorare la tua anima».
Intollerante all’amore: così si è sempre definita Virginia, trent’anni, stilista in carriera con un importante progetto a New York all’orizzonte. Da quando ha lasciato il suo paese d’origine e il suo primo amore per trasferirsi a Milano non si è più innamorata, non è più stata capace di lasciarsi andare, di affidarsi completamente a qualcun altro... Finché una sera a teatro rivede Riccardo Russo, attore di successo incontrato anni prima a Parigi e mai dimenticato. Nonostante lui sia felicemente sposato i due cominciano a vedersi, e presto l…

Segnalazione: Morte di una snob. I casi di Hamish Macbeth di M.C. Beaton

Morte di una snob. I casi di Hamish Macbeth M.C. Beaton Astoria Edizioni dal 8 febbraio in libreria e negli store online
Hamish sta per affrontare la prospettiva di trascorrere in solitudine le feste natalizie, quando viene invitato dalla bella Jane Wetherby, che gestisce un centro benessere, a passare da lei il Natale. In cambio deve capire chi, fra i clienti e gli abitanti dell’isola, trama di ucciderla. La lista dei sospetti è lunga: tutte le persone presenti sull’isola di Eileencraig nutrono rancore verso Jane, e tra loro la sgradevole Heather Todd, che si fa vanto di essere un’insopportabile snob. Un giorno, però, è proprio Heather, e non Jane, a venire assassinata. Per Hamish si prospetta un Natale molto più noir che bianco…

Il poliziotto Hamish Macbeth ha una trentina d’anni, è alto, magro, ha occhi nocciola e lunghe ciglia, e una grande zazzera di capelli rossi. Le relazioni sentimentali non sono il suo forte, anche se le donne lo attraggono sempre, in particolare Priscilla, fig…