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Jane Austen arriva su Twitter con Orgoglio e Pregiudizio


La prima volta che ho letto "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen probabilmente avevo undici anni e ci ero arrivata dopo aver visto e rivisto decine di volte il film con Laurence Olivier e Greer Garson. Allora non esisteva wikipedia e, se c'era, io comunque non avevo il computer, così mi segnai il titolo del libro da cui era tratto dai titoli di coda. 
Nel corso degli anni, quel primo libro è stato letto e riletto decine di volte, passato di mano in mano tra me e mia madre e ora giace con la copertina un po' sfatta nella libreria di casa, dopo aver soggiornato per un periodo anche in cucina, perché mia mamma lo leggeva e rileggeva nei momenti di tempo tra i fornelli.

Ora ripenso a quei tempi e mi pare quasi strano tenere un libro in mano e non comunicare attraverso i social i brani che leggo o le riflessioni che mi ispirano alcune pagine.
In questa estate di riletture, TwLetteratura mi dà l'opportunità di rileggere alla mia maniera attuale quello che da molti è considerato il capolavoro di Jane Austen. 
Dal 13 luglio [il calendario dei capitoli qui], infatti, partirà #TwAusten, la riscrittura di "Orgoglio e pregiudizio" attraverso Twitter.

A maggio, TwLetteratura lanciò la campagna per scegliere il classico da riscrivere durante l'estate.
La cinquina era composta da:
  • Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen (anglosassone);
  • L’Aleph, Jorge Louis Borges (sudamericano);
  • Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio (italiano);
  • I quarantanove racconti, Ernest Hemingway (americano);
  • La porta, Magda Szabó (mitteleuropeo).
E ha vinto Mr Darcy ed Elizabeth Bennet, anche se, a dirla tutta, non mi sarebbe dispiaciuto riscrivere anche qualche altro libro. Con il metodo TwLetteratura ho riletto Pinocchio e Il piccolo principe e, sebbene non abbia ancora ordinato i tweet in qualcosa di fruibile, quei progetti restano dei tasselli belli delle mie riletture.

Il libro della mia prima lettura l'ho lasciato a casa dei miei, così questa rilettura avverrà su ebook e sarà la prima volta che leggerò le parole della Austen in digitale.
E forse è giusto così, digitale per digitale. 

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