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Riportami a casa di Ramona Granato


“Porca miseria” pensò raddrizzandosi sulla panchina fredda e dura su cui si era addormentata. O forse aveva perso i sensi, non si ricordava.
Aveva bevuto troppo, tanto da non ricordare nemmeno dove fosse.
Ad un tratto un bimbetto di 4 anni le si avvicinò correndo e le poggiò le mani sulle ginocchia.
Lo accarezzò.
«Cucciolo, che ci fai anche tu tutto solo?». Il bimbo sorrise.
Poi una voce maschile la riportò alla realtà.
Era lui che aveva colto i suoi primi baci, era con lui che si vedeva di nascosto quando non poteva ancora fare tardi la sera, figurarsi uscire con i ragazzi. Era con lui che aveva perso la testa e anche la verginità.
«Ehi, mi ricordo di te…» disse sorridendo all’uomo della sua vita.
«Mamma, ti abbiamo trovata!» trillò il bambino, saltellando felice.
Lui le stava sorridendo mentre le porgeva la mano.
«Forse sarebbe ora di finirla di uscire con le tue amiche fuori di testa…».
Lei prese la mano di lui e si alzò, sorridendo. Intrecciò le dita alle sue, strette strette.
«Riportami a casa».



Racconto tratto dalla raccolta Semi di Ramona Granato.

©Ramona Granato 2015. Tutti i diritti riservati.

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