Passa ai contenuti principali

Riportami a casa di Ramona Granato


“Porca miseria” pensò raddrizzandosi sulla panchina fredda e dura su cui si era addormentata. O forse aveva perso i sensi, non si ricordava.
Aveva bevuto troppo, tanto da non ricordare nemmeno dove fosse.
Ad un tratto un bimbetto di 4 anni le si avvicinò correndo e le poggiò le mani sulle ginocchia.
Lo accarezzò.
«Cucciolo, che ci fai anche tu tutto solo?». Il bimbo sorrise.
Poi una voce maschile la riportò alla realtà.
Era lui che aveva colto i suoi primi baci, era con lui che si vedeva di nascosto quando non poteva ancora fare tardi la sera, figurarsi uscire con i ragazzi. Era con lui che aveva perso la testa e anche la verginità.
«Ehi, mi ricordo di te…» disse sorridendo all’uomo della sua vita.
«Mamma, ti abbiamo trovata!» trillò il bambino, saltellando felice.
Lui le stava sorridendo mentre le porgeva la mano.
«Forse sarebbe ora di finirla di uscire con le tue amiche fuori di testa…».
Lei prese la mano di lui e si alzò, sorridendo. Intrecciò le dita alle sue, strette strette.
«Riportami a casa».



Racconto tratto dalla raccolta Semi di Ramona Granato.

©Ramona Granato 2015. Tutti i diritti riservati.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Lonely Betty di Joseph Incardona

Prendete una piccola città della provincia americana. Sistemateci dentro dei personaggi all'apparenza semplici, ma con qualche dettagliato indizio che fa presupporre segreti e inconfessabili desideri. Mettete insieme il tutto grazie a una scrittura brillante e coinvolgente, dove la voce dell'autore ammicca da ogni pagina. Quello che otterrete è un libro come "Lonely Betty" di Joseph Incardona [NN Editore].
Il seme del libro è semplice e magnificamente complesso: cosa potrebbe succedere se la vecchia maestra della contea di Durham, nel Maine, Betty Holmes, che non parla da circa cinquanta anni, aprisse bocca il giorno del suo centesimo compleanno e gettasse lo scompiglio in città?

Quello che succede è una serie di eventi in cui il lettore cerca di districarsi entrando nella testa dei personaggi insieme alla voce dell'autore.
Così, quando l'anziana Betty dice di conoscere il nome di chi sa dove si trovano i corpi dei tre fratellini Harrys, i suoi alunni scompa…

Recensione: Disperata e felice di Julia Elle

Quando ho saputo di essere incinta, ho pensato che, nei restanti sette mesi, probabilmente avrei letto di tutto e di più su gravidanza, parto, allattamento con annessi e connessi. Sapete quanti libri ho letto? Zero. Se non mi avessero regalato il classico librone sulla gravidanza, probabilmente sarei ancora ignorante su certi meccanismi (e forse sarebbe stato meglio così, chi può dirlo) e, anche quello, lo aprivo solo in vista delle scadenze mensili, poi lo seppellivo sotto i risultati delle analisi, le ecografie e i depliant dei vestitini per neonati.
Quando è nata nostra figlia ho detto a mio marito che da quel momento avrei potuto leggere qualche libro sulla maternità, sul metodo Montessori, sullo svezzamento alternativo.  Indovinate quanti libri ho letto? Zero. Alla fine ho dovuto ammettere che mi rifiuto di leggere i libri scritti da mamme/per le mamme/con le mamme/a favore delle mamme/grazie alle mamme/viva le mamme. Non è un pregiudizio, è che mi mette ansia sapere che magari …