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Danza d'amore per principianti di Rossella Calabrò


Capitano dei giorni in cui sembra di avere due piedi sinistri.
E le mani sembrano essere intrappolate nelle puffolosissime muffole da sci, avete presente?
Ecco, espandete questa sensazione di disagio alle cose della vita e, più in generale, alla vita stessa e poi fatemi sapere che ne pensate.

Margherita cerca di camminare per le rumorose strade di Milano - che poi pure le strade della vita, a volte, sono rumorosissime, eh - con un ritmo tutto suo, un po' impacciata, stretta in un corpo con cui non smette mai di indispettirsi, incasellata in un lavoro che, pur avendo le coordinate del lavoro dei suoi sogni (traduttrice) la beffa con fischi e pernacchi (traduce libretti d'istruzioni per pinzette per peli nasali e callifughi). Un giorno, però, le capita di vedere una figura danzante in piena città. Non sa se sia realtà o solo un sogno ad occhi aperti, ma sente che qualcosa dentro di sé si muove, si ribella.
Quella ribellione è tutto merito del neurone Sancho, non un neurone qualsiasi, ma uno della pancia, che sta al centro della fucina delle emozioni umani.
Quando conosciamo qualcuno, e ci piace, poi succede una cosa tipo avere una manciata di coriandoli impazziti nella pancia.
La storia di Margherita possiede la leggerezza di un velo e la forza di una danza antica di secoli, forse anche perché Sancho è la voce narrante scelta da Rossella Calabrò per "Danza d'amore per principianti" [Emma Books], una storia un po' magica e un po' reale, ma di quella realtà fatta di sogni che si realizzano e di amori che si incontrano una volta e non si dimenticano più.
L'amore, probabilmente, è l'incantesimo di un mago marziano: lui non conosce la differenza che c'è, sul nostro pianeta, tra persone e pensieri. Lui ci strega e basta. 
Seguendo prima il sogno della danza - nonostante sia impacciata - e poi il sogno dell'amore - nonostante sia imbranata in queste cose -, Margherita inizia a scoprire dentro di sé qualcosa di più di ciò che fino a quel momento pensava di avere e di meritare. Quando poi Melquiades, un affascinante quanto sfuggente zingaro dagli occhi di giada, capisce che vuole danzare con lei la danza delle megattere, la storia non smette di avere i toni della favola, ma acquista la magia della realtà quando inizia a essere bella come una favola.

Non c'è alcuna possibilità che Margherita non vi stia simpatica perché ha tutte quelle piccole e grandi manie e insicurezze che caratterizzano molte di noi. È una di quelle donne che riempiono la stanza con la propria luce, e questa è una virtù che va oltre l'agilità nella danza o l'atteggiarsi a femme fatale.
La voce di Sancho si sente, forte e chiara, e io ne ho addirittura immaginato il faccino, rotondo e sorridente, da neurone assiepato nella pancia, abituato a sporcarsi le mani ma senza dimenticare che ci sono anche momenti frizzanti.

Ho letto "Danza d'amore per principianti" un po' per volta, senza strafare con la corsa delle pagine che pure a volte mi cattura, godendomi (e sottolineando) tutti i pensieri belli, profondi, che fanno riflettere che Rossella Calabrò sparge nel libro come quei fiori che si conservano e che quando si ritrovano donano la tranquilla sorpresa della bellezza inaspettata.

Leggete questo libro dopo una giornata nervosa o, magari, la sera a letto. Vi aiuterà a trovare la magia che state cercando, anche se ancora non lo sapete.
Certe volte la magia è solo saper cogliere quello che già esiste.

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