Passa ai contenuti principali

Salone del Libro di Torino 2015: ci faccio un #SalTo anche io!


Il Salone del Libro di Torino è l'appuntamento annuale con l'industria editoriale, ma è soprattutto un momento per fare il punto della situazione di cosa si legge in Italia.

***blablabla insomma***

Lo scorso anno presi la decisione di non parlarne e, per confondere le carte, quest'anno per la prima volta ci andrò.
Per una più o meno fortunata serie di coincidenze - tra cui visitare Torino -, venerdì 15 maggio sarò al salone. 
Emozionata? Frastornata? Impaziente?
Sì e no a tutte le cose.
Più che altro, per me significherà partecipare a qualcosa che finora avevo visto solo da lontano e su cui ho costruito i miei bei miti, diciamola tutta.

***la speranza di non essere delusa è fortemente supportata dal fatto che, comunque vada, per me sarà un piccolo microscopico successo***

Il 28esimo Salone del Libro di Torino ha come tema conduttore le Meraviglie d'Italia: per gli organizzatori il tema è stato scelto "perchè nell'anno dell'Expo etc...", ma per me è un piccolo segno nell'anno del mio trasferimento all'estero, dove le meraviglie d'Italia le guardo con l'occhio (critico? nostalgico?) di chi deve cambiare nazione per meravigliarsene.

Ho fatto un programma di cosa voglio vedere al Salone o a Torino?
Se lo avessi fatto, potevate segnalare il blog per essere stato hackerato, dal momento che mai 24/12 ore prima di un viaggio organizzo qualcosa, non dico la valigia ma quanto meno i pensieri.

Di sicuro un programma segnato e sottolineato in agenda è l'incontro #ilrosachenontiaspetti organizzato da Emma Books [dettagli dell'evento] alle 14 all'interno di Book to the Future, l'area dedicata all'editoria digitale.
All'incontro prenderanno parte alcune delle scrittrici contemporanee che più ammiro e, tra il pubblico, sicuramente ci saranno le blogger che leggo più spesso.
Questo mi emoziona e mi riempie di aspettativa, anche perché parlare di narrativa cosiddetta rosa è un tema che mi incuriosisce e mi interessa tanto.

***o voi autrici e blogger finora amiche virtuali, facciamo che mettiamo da parte la timidezza e ci salutiamo tutte? Io dovrei essere riconoscibile (di solito sono quella che arriva trafelata...) ma nel dubbio, mirate al logo del blog che dovrei appuntare da qualche parte (non è escluso che lo attacchi in fronte...)***

Alle 16, nell'Area Piemonte, nello spazio "Homo faber. Officina, editoria di progetto" Sandro Ferri dialoga con Massimo Carlotto, scrittore che ho iniziato a leggere da poco ma che mi ha catturata e vorrei incontrarlo (magari porto anche il libro per un autografo).

Per ora queste sono le cose che ho segnato.
Non so ancora quanto riuscirò a collegarmi in diretta da Torino, ma ci proverò fortemente.

State pur certi che partirò con il solo pensiero di cercare le meraviglie d'Italia, in qualsiasi angolo, libro, copertina, autore, si possano trovare.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Il purgatorio dell'angelo di Maurizio de Giovanni

Ogni volta che viene pubblicato un nuovo libro di Maurizio de Giovanni, attorno alla storia fiorisce sempre un affetto difficilmente descrivibile.
Da quando nel 2007 è uscito il primo libro del commissario Ricciardi, l'amore per questo personaggio e per le sue vicende nella Napoli degli anni '30 è andato crescendo a dismisura.
"Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi" [Einaudi] è stato annunciato come il penultimo capitolo della serie e non c'è verso di farsene una ragione.
Al contrario, adesso si cerca di gustarsi ogni pagina con ancora più trasporto.
Io sono nel gruppo degli inconsolabili ma la trama è strutturata in maniera tale da guidare il lettore verso una naturale conclusione.

In questo libro siamo a maggio e a Napoli avviene un delitto che tocca quello che è da tutti considerato un angelo: padre Angelo De Lillo viene trovato morto su una scogliera a Posillipo, poco lontano dal convento dei gesuiti dove vive e insegna. Se t…

Recensione: Il tavolo del faraone di Georgette Heyer

Georgette Heyer per me, finora, era solo una leggenda di cui avevo letto pochi capitoli in giro. Una mia inammissibile mancanza, lo confesso. Finora. "Il tavolo del faraone" [Astoria] - il titolo originale è Faro's Daughter - è il mio battesimo Heyer e, da amante del romance storico, non potrei essere più entusiasta. C'è tutto: l'ambientazione in Inghilterra durante il periodo della Reggenza, la nobiltà dei personaggi, gli equivoci, l'ironia, lo spirito arguto dei dialoghi.  Devo riconoscere alla traduttrice Anna Luisa Zazo l'enorme merito di aver conservato tutte queste caratteristiche heyeriane, perché vi assicuro che non è per niente facile riportare in un'altra lingua dei tratti così particolari di una storia che, in definitiva, la rendono il capolavoro che è.
Mi sono trovata, così, immersa completamente nelle vicende che hanno costretto Deborah Grantham a lavorare in una casa da gioco tenuta, suo malgrado, dalla zia, Eliza Bellingham. È nella casa…