Passa ai contenuti principali

Leggimi nel pensiero Vintage: Succulente di Luisa e Fulvio Ervas


Ho sempre recensito i libri.
Prima di recensirli per iscritto, lo facevo a voce a chi mi chiedeva se avevo letto questo o quello.
La prima recensione non so esattamente quando l'ho scritta, ma al tempo ero caporedattore in un quotidiano on line che, periodicamente, pubblicava anche le mie letture.
Tra l'estinzione del suddetto giornale e i diversi cambi di pc che ho fatto, molti scritti sono andati persi, ma fortunatamente avevo ricopiato alcune recensioni sul mio account Anobii.
Nasce così Leggimi nel pensiero Vintage: per ripubblicare alcune di quelle recensioni e per recensire quei libri che rilego da una vita e che non sono in nessuna classifica e che proprio per questo, forse, mi sono più cari.
"Succulente" è un libro a cui ho ripensato tante volte nel corso del tempo e che, a più riprese, ho consigliato a chi mi ha chiesto un libro che mi fosse rimasto impresso. A suo tempo, Fulvio Ervas firmava ancora i libri con la sorella Luisa e non era ancora Ervas di "Se ti abbraccio non aver paura", almeno nella notorietà. Perché la scrittura era pregnante anche all'inizio.

La mia recensione risale al 2007, anno di pubblicazione del libro che, ricordo, mi fu inviato dalla Marcos y Marcos con la quale, in quel periodo, si instaurò un bel rapporto di collaborazione. Adoro - allora come oggi - le loro copertine e aspettavo con ansia ogni volta i loro pacchetti. Fosse stato oggi, le avrei chiamate gloriosamente anteprime, ma allora essere bookblogger non era ancora una moda.

***non ho modificato niente, chissà se la mia scrittura è cambiata in qualche modo...***



Succulente di Luisa e Fulvio Ervas.
Marcos y Marcos, 2007.
Si ha voglia di un libro così. O meglio, si vorrebbe una vita come quelle descritte in “Succulente”, l’ultimo libro di Luisa e Fulvio Ervas [Marcos y Marcos].
Si aprono finestre sulle esistenze ventose di una miriade di personaggi, persone qualsiasi a prima vista, nella Lisbona contemporanea, avvolta però da un’atmosfera di magica stasi, come forse nessuna città moderna lo è.

Britto Mendes rappresenta la chiave di volta di tutto il romanzo, splendidamente intessuto tra ricordi, pensieri, desideri mai espressi ad alta voce, credenze. È un medico delle piante che lavora alle Estufas, le serre di Lisbona, e per il suo animo in continuo divenire ci vuole poco per passare dalla quiete e pacata vita delle piante grasse (le succulente, appunto) alla frenetica ricerca dell’assassino che ha compiuto vari delitti proprio all’interno delle serre. Britto ripercorrerà la vita degli altri impiegati e ogni volta ci pare di cogliere l’indizio che potrebbe far identificare il criminale, eppure ogni volta c’è qualcosa che sfugge…

C’è la sua amata Amalia, che inspiegabilmente si dedica a riti magici per far tornare un amore perduto. C’è la signora Luzia, che si reca in pellegrinaggio a Fatima per chiedere a Humberto di intercedere presso la Senhora affinché liberi suo figlio Manuelito dal fardello del suo corpo malato. E c’è un angelo, forse, che Britto incontra a Cabo da Roca…

I frammenti di vita descritti in “Succulente” hanno, di volta in volta, come sfondo, le calli di Lisbona, le spiagge infinite, le azzurre distese dell’oceano, rischiarati dalla luce del sole o dalla luce dei ricordi e delle sensazioni provenienti dal passato.
La costruzione perfettamente circolare della storia ci permette, alla fine, di trovare le risposte alle domande che, durante la lettura, inevitabilmente sono comparse. E trovano una spiegazione i gesti dei protagonisti, i sospiri, le loro sofferenze, perfino i battiti irregolari dei loro cuori.

In un crescendo, che raggiunge il suo acme nel finale inaspettato, il romanzo dei fratelli Ervas è capace di trasmettere quel senso di pace che ci coglie quando sappiamo di aver sistemato tutte le cose, dopo aver a lungo penato per poter trovare tutti i tasselli mancanti. Non possiamo fare a meno, però, di essere colti da una lieve malinconia, quando, pur avendo sistemato tutto, ci rendiamo conto che mancherà sempre qualcosa ed è a quel qualcosa che dobbiamo dire “Boa viagem…”.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Anteprima: True Love di Silvia Ami

True Love Silvia Ami Emma Books In ebook dal 23 maggio

Cosa faresti se un’innocua messinscena facesse vacillare le tue certezze e il tuo cuore ammaccato tornasse a battere con vigore?
Sarah Farrell considera la sua vita perfetta così com’è. Tra il lavoro di art director che la porta a viaggiare spesso tra Londra e Milano, un gruppetto di amici fidati e qualche piacevole incontro occasionale, quello di cui non ha certo bisogno è un marito e una famiglia di cui occuparsi. Peccato che i suoi genitori non siano dello stesso parere e abbiano iniziato a tormentarla con la richiesta di mettere la testa a posto una volta per tutte. Quando Emma, la sua migliore amica, le chiede aiuto per trovare una sistemazione a un collega in viaggio di lavoro nella capitale britannica, ecco che la soluzione ai suoi problemi sembra capitarle tra le mani come manna del cielo. Lorenzo Borghi è un avvocato schivo e controllato e in un primo momento si rifiuta di prendere parte alla sciarada orchestrata da Sarah. …

Recensione: Ma Cupido ha i tacchi a spillo? di Viviana Giorgi

Chi l'ha detto che Cupido è un angioletto biondo e paffuto che scocca frecce a più non posso, colpendo ignari cuori solitari? Nella vita di tutti i giorni, l'amore può colpirci in qualsiasi momento, con qualsiasi mezzo, anche tramite dei puntuti e pericolosissimi tacchi a spillo indossati da una specie di valchiria sorridente. Succede così a Claudia, la protagonista di "Ma Cupido ha i tacchi a spillo?" [Emma Books], ultimo lavoro letterario di Viviana Giorgi che, dopo i romance storici, si conferma maestra anche nel romanzo rosa contemporaneo.
Claudia viaggia in metropolitana quando, a causa di una brusca frenata, una gigantessa le piomba sull'alluce con i suoi vertiginosi tacchi a spillo. Verrà fuori che la donna è un'infermiera dell'Est e non esiterà a prendersi cura di lei portandola di peso al pronto soccorso dell'ospedale dove lavora. Che sia un caso o che sia tutto premeditato dalla diabolica (e simpaticissima) Stilettova - come l'ha sopran…