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Curvy. Il lato glamour delle rotondità di Daniela Fedi e Lucia Serlenga


Rotonda. Abbondante. Calibrata. Pienotta. Burrosa. Curvy.
Da qualche tempo qualcuno ha iniziato a definire curvy le donne con qualche chilo in più posizionato in quei punti dove le modelle, invece, ci assicurano ci siano anche delle ossa.
Personalmente, credo che curvy sia la definizione che si è iniziato a dare a quelle donne che, pur avendoceli, questi benedetti chili in più, e pur avendoli sparsi in punti dove la moda dice che è meglio non averli, ebbene, pensate un po', anche quelle donne vogliono vestire bene, con stile, e sentirsi diverse da sacchi di patate con i piedi.
Inutile che vi dica che io faccio abbondantemente parte di questa categoria e, mio malgrado, tendo comunque a disegnare il mio corpo come una lavagna nera su cui, a giorni alterni e secondo l'umore, lancio uno schizzo di colore.

"Curvy. Il lato glamour delle rotondità" di Daniela Fedi e Lucia Serlenga [VandA ePublishing] è un libro che traccia le curve della storia della moda, con Marilyn Monroe che ai giorni nostri è considerata grassa e piena di cellulite e modelle come Crystal Renn che per essere vere top model hanno dovuto superare di molto il peso consentito dagli stilisti e dalle passerelle:
[...] lo sanno tutti che magro non è sempre bello e neppure elegante per definizione. È solo più facile da vestire e questo per gli addetti ai lavori della moda ha ovviamente un grande valore.
Diviso in tre parti, questo saggio sulle curve che hanno fatto sbandare uomini e donne nel corso dei secoli, riesce a raccontare storie di pesi e misure che variano senza variare la sostanza di chi ne è portatore, anche se a volte, l'aumentare del peso - sfidando il pensare comune - aumenta il peso nella società. Oprah Winfrey è uno degli esempi: sebbene sempre in lotta con la bilancia, la seconda donna più potente del mondo (al primo posto c'è Michelle Obama) ha fatto del suo corpo il suo brand. Una frase di Crystal Renn, può adattarsi perfettamente anche a lei:
Alle donne viene insegnato che la loro vita sarà perfetta solo se raggiungono la magrezza, ma non funziona così, io sono qui a dimostrarlo.
La seconda parte è quella che mi è piaciuta di più, perché è il racconto delle curiosità sui comportamenti, le abitudini e le piccole manie glamour di quei personaggi che non rientrano nelle classiche misure dettate dalle tendenze del momento.
Inoltre, le autrici ci accompagnano attraverso un viaggio che ci dà dritte utilissime per scegliere la forma del reggiseno perfetto per un seno a pera o a mela, così come non usciremo più di casa senza gli orecchini o almeno un bracciale che sottolinei ogni movimento del nostro braccio, allo stesso modo saremo consapevoli che usando in maniera consona le tre C dell'eleganza - cappelli, calze, cinture - a seconda del modello, avremo alleati preziosi indipendentemente dalla taglia.

La terza parte ha per oggetto non solo il conteggio delle calorie teorizzato da ogni dietologo che si rispetti (in alcune descrizioni ci ho letto un po' di ironia, in effetti), ma anche gli esercizi fisici che dal fitness ora sono approdati al wellness inteso come benessere che chiunque dovrebbe decidere di dare al proprio corpo con una giornata di spa, per esempio, o con tutti quei piccoli rituali di bellezza che poco tengono conto della misura del girovita o del numero sulla bilancia. Perché si può e si deve stare bene a qualsiasi latitudine il nostro corpo decida di risiedere. Io riassumerei questa parte citando proprio un brano:
Il corpo non è un luogo geografico cui si possono cambiare impunemente i confini. Il corpo racconta e bisogna saperlo ascoltare senza farsi ammaliare dal canto delle sirene. Tra curve generose e obesità c’è una bella differenza. Siamo noi stessi i primi a doverla riconoscere perché c’è in ballo la nostra salute, non quella di un altro. Poi ci sarà sempre qualcuno o qualcosa deciso a farci sentire irrimediabilmente grasse, brutte e inadeguate. Per cui conviene sapere subito come stanno davvero le cose sperando che un giorno o l’altro le istituzioni si decidano a inserire tra i reati penali l’istigazione all’anoressia.
Non si tratta, dunque, di farci forti della frase fatta "grasso è bello" per giustificare le mille golosità e gli irrinunciabili spuntini a tutte le ore, così come non è bello il contrario, la magrezza inseguita come ideale di felicità. Il motto dovrebbe essere "più sani, più felici" o, quanto meno, più longevi.

***un motivo ci sarà se il modo di dire "la salute è la prima cosa" non passa mai di moda, no?***

Lungi dal voler insegnare qualcosa sul difficile rapporto che ognuno di noi ha col proprio corpo, "Curvy" è una piacevole lettura per chi ha sempre cercato di capire perché non trova mai la taglia giusta e immancabilmente viene guardata come un fenomeno da baraccone dalle commesse che cercano, o di farti sembrare l'omino Michelin, o un elefante in un tendone da circo. In questo libro c'è la prova che non siamo sole, che succede a tutte, che possiamo riderci su, se sappiamo come farlo.

Credo che rileggerò a più riprese questo testo, soprattutto perché il messaggio di fondo mi è sembrato positivo: l'equilibrio non risiede in una taglia solo perché è di moda, ma nell'armonia che abbiamo con tutto quello che comporta avere una taglia, una qualsiasi, purché sia la nostra e ci permetta di vivere in salute.


P.S.: A questo libro è ispirata la collezione moda CurvyGlam di OVS. Giusto per sottolineare il punto di vista di questo libro che, fidatevi, è da leggere.

Commenti

  1. Conosco le autrici; due persone molto simpatiche!. Senz'altro da leggere!

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