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Romanzi erotici: i lettori sono stanchi delle trilogie (forse)

Straziami, ma di Cinquanta Sfumature saziami! [foto: fonte]

La moda, per sua stessa definizione, è un "aspetto e comportamento di una comunità sociale secondo il gusto particolare del momento"
Vuol dire che, una volta passato quel momento, passa anche la moda.

La moda dovrebbe essere l'incubo di ogni scrittore che mira ad essere ricordato non solo dai parenti più prossimi. 
Un libro di moda è destinato ad essere dimenticato sugli scaffali - di casa o della libreria - e, leggendone il titolo, dopo qualche tempo, non richiamerà niente alla mente.
Uno scrittore di moda, se mentre cavalca la tendenza, non si ingegna a diventare qualcosa di più, si candida a essere impiegato e schiavo di quella moda che lo ha innalzato agli onori delle classifiche.

Da quando la trilogia di Cinquanta Sfumature ha coperto qualsiasi altro colore potesse attecchire sui libri, il numero tre è diventato il numero perfetto per qualsiasi saga avesse per argomento protagonisti poco vestiti e, possibilmente, con gusti sessuali particolari.

Il ciclo dell'Amica geniale di Elena Ferrante è composto da quattro libri. Harry Potter ha sette libri. La saga di Twilight ha quattro libri. E potrei andare avanti per un bel po'.

Il mercato editoriale anglofono continua a proporci trilogie in cui i protagonisti sono devoti atleti nello sport di riempire i vuoti e di svuotare i pieni che un corpo umano può avere, impegnandosi in tutti i modi possibili. Ma non fatevi ingannare: c'è sempre una storia tormentata, anzi tormentatissima di base che impedisce il nascere di qualsiasi sentimento possa andare al di là dell'eccitazione animale.

Diciamo pure che Cinquanta Sfumature ha lanciato una moda, ma se i lettori non si fossero accodati - entusiasticamente, aggiungerei -, oltre quella stagione, il genere non sarebbe andato. E invece, è diventato fertilissimo, ma, purtroppo, non più fantasioso: in ognuno dei libri che hanno seguito quelli di E.L. James, c'è sempre un particolare che lei ha già scritto, vuoi nel carattere dei personaggi, vuoi nelle evoluzioni sessuali che richiedono abilità circensi.

Faccio parte di alcuni gruppi di Facebook di lettori di diversi generi e ho notato sempre più spesso che, chi chiede consiglio su un titolo da leggere e magari sceglie il genere erotico, puntualizza sempre di consigliargli qualcosa purché non sia una trilogia o una serie. È capitato anche che alcuni lettori, attratti da un titolo, abbiano comprato e letto un libro che poi, solo alla fine, hanno capito essere il primo di una serie: all'arrivo della consapevolezza, arrivano purtroppo anche le imprecazioni, ma ci sta poco da fare a quel punto. O ci si ferma, maledicendo l'autore, o si va avanti, sperando che ne valga in qualche modo la pena.

Insomma, i lettori leggono pure il romanzo erotico, per piacere, per distrarsi dalle noie della giornata o per qualsiasi altro scopo, ma non vogliono legarsi ad una storia senza finale o con un finale rimandato di tre libri.
Anche perché trattandosi di libri erotici, intravedere e poi rimandare il piacere ad un tempo indefinito, potrebbe essere una tortura molto, molto crudele.

***oppure un piacere molto, molto grande. Almeno stando a quello che Christian Grey insegna ad Ana Steele... Ma io ci credo poco***



Commenti

  1. A me in generale le trilogie o le saghe non piacciono perché dopo un po' perdo l'interesse verso quella serie visto che mi pare di leggere sempre "la stessa storia". Cioè, non so se mi spiego. xD
    Sono rare le eccezioni in cui mi appassiono a una trilogia o una saga e infatti l'unica che mi piace e che ho terminato è Hunger Games... Tutte le altre le ho interrotte al primo libro o al secondo. :P

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