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M121 di Sara Belotti


Capita di non vedere l'ora di arrivare alla fine di un libro. E non perché non si vede l'ora di sapere come andrà a finire.
Quando mi capita, mi dispiace sempre e spesso preferisco non parlarne qua sul blog perché capisco che dietro ogni testo c'è un sogno che ha supportato tutto il lavoro.
Nel caso di "M121" di Sara Belotti [Kymaere Edizioni] ho deciso di parlarne perché credo che possa essere utile. Non utile all'acquisto o meno del libro, ma alla revisione e alla correzione.

Lungi da me voler insegnare qualcosa a qualcuno, ma da lettrice ho trovato delle serie difficoltà ad affrontare le 324 pagine del libro e il sollievo provato alla fine non ha alleviato la fatica di dover masticare quello che sembra un frutto acerbo.

Partiamo dalla storia: May è una ragazza bella, ricca, popolare e appartiene ad una famiglia potente, è fidanzata con Mark, anche lui bello, ricco, popolare e con una famiglia potente alle spalle. Mark viene rapito per questioni politiche non meglio specificate e May viene avvicinata da un tipo, M, che, nelle intenzioni, dovrebbe apparire misteriosamente cattivo e invece risulta stereotipato. 

M convince May di sapere dove si trova Mark ma in cambio - sorpresa! - vuole lei, vuole sottometterla in tutti i modi possibili e già descritti in decine e decine di libri di genere erotico.
Le scene erotiche non hanno una reale connessione coi personaggi, con i loro caratteri - che già risultano un po' superficiali di per sé -, arrivano quasi dal nulla e là restano, senza essere né eccitanti né tantomeno coinvolgenti.
Lo stesso mancato coinvolgimento si prova per la passione che lo zio di May nutre per la nipotina che gli sbandiera sotto gli occhi le sue grazie ad ogni occasione.

Così come è sparito, Mark viene ritrovato. Intanto si scoprono quattro o cinque segreti che, nella narrazione, vengono annunciati come devastanti e sconvolgenti e che poi si rivelano senza fondamenta così profonde da poter devastare e sconvolgere il lettore.
Il finale è stato il colpo più grosso: M si pente e, da mafioso pentito, va ad abitare nella mega villa di May che, ovviamente, si è innamorata di lui. Poco comune, come finale, forse perché ha poco senso per chi legge 324 pagine delle paturnie di May su qualsiasi cosa, ma soprattutto su cose come onore, famiglia, onestà.

Confesso che l'idea, quando mi è stato proposto di leggere questo libro, non mi è dispiaciuta. Un thriller erotico con la lotta tra bene e male declinata alla maniera moderna - ragazza ingenua si innamora di un delinquente perverso a letto - non era cosa di tutti i giorni.
M121 è un frutto acerbo, ma la pianta, l'autrice, potrebbe promettere bene se le si concedesse il tempo di maturare stilisticamente.

Dietro ogni libro, c'è un lavoro immane, ma sono convinta che si può sempre migliorare ed è questo l'augurio che mi sento di fare a questa giovane autrice.

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