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L'importanza di chiamarsi Cristian Grei di Chiara Parenti


Se dappertutto vedete cinquanta sfumature di grigio, non è certo colpa del periodo invernale. È che, dopo il successo editoriale, il film di Fifty Shades - uscito il 12 febbraio - era la pellicola più attesa dai tempi dei colossal americani.

***non l'ho ancora visto, no, non chiedetemi pareri. E poi, forse, ma dico forse, eh, immagino come va a finire...***

Insomma, gli uomini reali, tra libro e film, hanno di che infastidirsi per una generazione o due, dovendosi sempre confrontare con le doti incrollabili di un super uomo come Christian Grey: non c'è partita, E.L. James lo ha costruito apposta così.
Ma siamo così sicure che il fantastico protagonista del bestseller americano sia così preferibile ad un uomo reale, magari pericolosamente comune?
E se il nostro eroe si chiamasse Cristian Grei e non fosse un miliardario dai gusti particolari in camera da letto? Immaginate! Ma, fidatevi, potrebbe essere meglio di qualsiasi cosa possiate mai creare con la vostra fantasia.

Il protagonista di "L'importanza di chiamarsi Cristian Grei" [YouFeel] di Chiara Parenti fa il becchino nell'impresa di famiglia, è ipocondriaco, imbranato e fissato coi videogiochi. Però è bello, bello da morire, bello da lasciare ogni donna senza fiato. Soprattutto dopo che hanno sentito come si chiama.

Antonella Stasi non è da meno, ma lei purtroppo non può aspirare a corteggiarlo: è la sua migliore amica. Cristian con lei mostra il meglio di sé, che non ha niente a che vedere con manette e frustini. Antonella, o "Little Tony" come la chiama lui, è quella da cui Cristian corre quando attorno a lui le cose si fanno troppo complicate e la semplicità della ragazza rimette tutto a posto.
Tony non può fare altro che non pensare a quanto sia bello e attraente quell'uomo così insicuro e timido. Tutto il contrario del dominatore suo omonimo, insomma.
Inutile dirvi che a me è piaciuto più Cristian Grei che Christian Grey, e mi sono affezionata, nel corso della lettura, alle sue piccole manie e fissazioni. 

Chiara Parenti - dopo "Con un poco di zucchero" - torna a farci ridere con la sua scrittura ironica e leggera, col ritmo scoppiettante di una commedia, ma con la profondità da romance, con qualche battito che va fuori sincrono per l'emozione. 

Vi consiglio di non leggerlo di notte, magari mentre gli altri in casa dormono: io ho dovuto soffocare le risate nel cuscino mentre leggevo delle malattie fantasiose dai sintomi incredibili che Cristian inventa insieme a Tony. Stessa cosa vale per i mezzi pubblici. 
Leggetelo con la voglia di qualcosa di bello, fresco, leggero ma profondo. 
Con tante sfumature, ma nessuna di essa è grigia.
E forse è più bello così.

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