Passa ai contenuti principali

La sirenetta di Sicks


Le favole, spesso, non sono come ce le raccontano.
In generale nella vita, ma anche nei racconti veri e propri che ascoltavamo da bambini.
Di certo, quando la Disney decise di portare sullo schermo la sirenetta di Hans Christian Andersen, non pensava di riprodurre in cartoni animati l'originale dello scrittore danese: i bambini non avrebbero sopportato di trovarsi di fronte alla crudeltà che non sempre la vita è giusta, anche se sei la protagonista di una favola.

Sicks fa il processo inverso: non può lasciare che noi adulti, affezionati e ingannati dalla canterina sirenetta disneyana, continuiamo a vivere nella menzogna. 
Svegliatevi! ci urla da questa nuova versione della più famosa donna-pesce della storia.

Nel fumetto pubblicato da Zandegù nel 2013, ci sono tutti gli elementi che eravamo soliti conoscere nel cartone animato ma mescolati ad un'ambientazione moderna dall'atmosfera più cupa e simile all'originale anderseniano.

E se da bambini chiudevamo sempre gli occhi di fronte alle scene in cui la strega del mare irretiva Ariel, ora ci troviamo di fronte a ben altri orrori e, purtroppo, nemmeno inventati, visto che Wanna Marchi e la spazzatura in fondo al mare sono tristissime realtà.

Io mi sono divertita molto a leggere questo fumetto digitale, tanto che alla fine avrei voluto ancora qualche pagina per continuare a ridere - e anche un po' ridacchiare - della nuova versione/visione della favola.
Della stessa autrice e per la stessa casa editrice sono usciti anche "Jane Eyre" e "Orgoglio e pregiudizio" che, a questo punto, non vedo l'ora di leggere.

Anche perché, diciamoci la verità, queste favole che finiscono sempre idilliacamente, con tutti schifosamente felici, a volte, non vi stanno un po' sulle palle?
No, perché a me sì, capita.


Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Napoli mon amour di Alessio Forgione

Come si fa a staccarsi dalle proprie radici? Come si immagina una vita lontano dalla vita che abbiamo sempre conosciuto? Come si scelgono le priorità a cui dare importanza per continuare a vivere?
Queste domande mi ronzano nel cuore da quando mi sono trasferita in Svizzera. Non è un mistero che io abbia lasciato Napoli per seguire l'amore ed è ancora meno un mistero il fatto che non sia stato un passo facile, né per me né per mio marito. Quali risposte ho trovato? Tante e nessuna che possa diventare un assunto universale. Quanto meno non saprei se quelle stesse risposte avrebbero potuto dare una soluzione anche ad Amoresano, il protagonista del romanzo di esordio di Alessio Forgione, "Napoli mon amour" [NN Editore].
Amoresano - che è il cognome, il nome non lo scopriremo mai - ha trent'anni, due lauree, un passato da marinaio e un futuro di cui non riesce a vedere le coordinate, disperse in mille annunci di lavoro, in colloqui senza sbocco, in una ricerca spasmodica…

Recensione: Ogni volta che sono solo con te di Amabile Giusti

La qualità della scrittura, della storia, di un libro, insomma, può determinarsi dal nome della casa editrice scritto in basso sulla copertina?  Mi sono spesso detta di sì, che la scrematura per mano di professionisti dell'editoria è necessaria per non farci arrivare qualsiasi rigurgito di scrittura che un essere umano possa avere nella sua vita. Poi però ho ammesso le dovute eccezione. I libri di Amabile Giusti sono queste dovute eccezioni di cui tenere conto per onestà intellettuale e perché è giusto che il mondo di questa autrice abbia il suo riconoscimento.
Ho letto per la prima volta un suo libro nel 2014, era "Trent'anni e li dimostro" prima di essere pubblicato dalla Mondadori ed era già perfetto così. In seguito ho letto anche qualcos'altro di suo e l'incanto era sempre lo stesso. La lettura di "Ogni volta che sono solo con te" [Amazon Publishing] arriva dopo tanto tempo che avevo un po' perso di vista l'autrice e i suoi libri e dev…