Passa ai contenuti principali

Anno, fai il buono!

Il mio nuovo e bellissimo segnalibro!
Buon anno!
Sì, lo so, l'anno è iniziato già da una decina di giorni e forse ormai siamo stanchi di dire e di sentirci dire questa frase che, a ben guardare, non significa molto.
È un augurio o un ammonimento per i dodici mesi appena entrati?
«Buono, anno, fai il buono!»
Sì, mi piace con questo tono.

Anche perché, per quanto un anno possa essere buono, non lo è mai abbastanza, soprattutto se si fanno i conti delle perdite, e non solo dei guadagni. E per perdite non intendo quelle economiche, per quanto siano importanti: sono le perdite di amici, di persone care, di tempo e anche un po' di se stessi i peggiori danni che possono intaccare una buona annata.

Clemenza, dunque, signor Anno Appena Iniziato! Clemenza!

Qualcosa noi, però, dobbiamo pur farla, altrimenti ci sta poco da lamentarsi.
E quindi io riparto da qua, dal mio angolo nel vastissimo web, perché di solito si riparte dalle cose che ci piacciono e che, in qualche stranissimo modo, funzionano.
Ci saranno recensioni, come sempre, ma vorrei anche qualcosa di nuovo e, se devo dirvi cos'è, non lo so ancora. 
Però questa volta mi impegnerò a trovarlo.

E per vederci meglio, utilizzerò i piccoli - ma secondo me, magici - occhiali che compongono il mio nuovo e bellissimo segnalibro che due carissimi amici mi hanno portato da Praga.

Alla fine, le cose belle sono quelle piccole, anzi piccolissime, e bisogna prestarci attenzione, prima per riconoscerle e, poi, per tenerle sott'occhio. E questi occhialini, secondo me, serviranno anche a questo.

Fai il buono, anno, e, così facendo, farò cose buone anche io.
***e così spero anche tutti voi!***

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Il purgatorio dell'angelo di Maurizio de Giovanni

Ogni volta che viene pubblicato un nuovo libro di Maurizio de Giovanni, attorno alla storia fiorisce sempre un affetto difficilmente descrivibile.
Da quando nel 2007 è uscito il primo libro del commissario Ricciardi, l'amore per questo personaggio e per le sue vicende nella Napoli degli anni '30 è andato crescendo a dismisura.
"Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi" [Einaudi] è stato annunciato come il penultimo capitolo della serie e non c'è verso di farsene una ragione.
Al contrario, adesso si cerca di gustarsi ogni pagina con ancora più trasporto.
Io sono nel gruppo degli inconsolabili ma la trama è strutturata in maniera tale da guidare il lettore verso una naturale conclusione.

In questo libro siamo a maggio e a Napoli avviene un delitto che tocca quello che è da tutti considerato un angelo: padre Angelo De Lillo viene trovato morto su una scogliera a Posillipo, poco lontano dal convento dei gesuiti dove vive e insegna. Se t…

Recensione: Il tavolo del faraone di Georgette Heyer

Georgette Heyer per me, finora, era solo una leggenda di cui avevo letto pochi capitoli in giro. Una mia inammissibile mancanza, lo confesso. Finora. "Il tavolo del faraone" [Astoria] - il titolo originale è Faro's Daughter - è il mio battesimo Heyer e, da amante del romance storico, non potrei essere più entusiasta. C'è tutto: l'ambientazione in Inghilterra durante il periodo della Reggenza, la nobiltà dei personaggi, gli equivoci, l'ironia, lo spirito arguto dei dialoghi.  Devo riconoscere alla traduttrice Anna Luisa Zazo l'enorme merito di aver conservato tutte queste caratteristiche heyeriane, perché vi assicuro che non è per niente facile riportare in un'altra lingua dei tratti così particolari di una storia che, in definitiva, la rendono il capolavoro che è.
Mi sono trovata, così, immersa completamente nelle vicende che hanno costretto Deborah Grantham a lavorare in una casa da gioco tenuta, suo malgrado, dalla zia, Eliza Bellingham. È nella casa…