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Parlami di te di Monique Scisci


Parlami di te è la domanda più complicata che possiate fronteggiare, in un colloquio di lavoro come in un appuntamento. 
È la cosa più complicata e più semplice, allo stesso tempo, perché, secondo me, bisogna decidersi a lasciarsi andare, se veramente si vuole parlare di sé, e poi, da quel momento, tutto è semplice. O almeno, dovrebbe esserlo.

Sofia Leone, la protagonista di "Parlami di te" di Monique Scisci (Rizzoli YouFeel) è una scrittrice che, da qualche tempo, ha paura di scrivere. O, forse, Sofia ha solo paura di vivere.
Ha spento il computer e ha messo a tacere la propria voce di autore, decidendo di non comunicare più con il mondo dell'editoria. La scrittura era la sua vita, il modo in cui affermava il suo essere nel mondo e, rifiutandosi di scrivere, Sofia si nega al mondo.
Christophe Martin, invece, scrive ma non vuole essere uno scrittore. Ha cose da dire e usa la scrittura per dirle, riuscendo a colpire i lettori del suo racconto in lizza per un concorso online.
Sofia legge il testo quasi per caso e ne resta così affascinata da avviare una ricerca dettagliata sull'autore, fino a mettersi in contatto diretto con lui.
Quando le loro strade si incrociano e iniziano a scriversi messaggi e chat inarrestabili, qualcosa cambia in entrambi.
Nella mente di Sofia inizia a formarsi un pensiero che non avrebbe mai immaginato potesse sfiorarla ancora: tornare a scrivere. Immediatamente segue la consapevolezza di poterlo fare solo se Chris sarà al suo fianco.

Monique Scisci costruisce una storia da cui non sono riuscita a staccarmi, perché pregna di tanti di quei piccoli dettagli che rendono un libro impossibile da abbandonare.
Ho trovato molto interessanti i brani in cui si parla della scrittura - di Sofia, ma anche in generale - e dei meccanismi del mondo editoriale.
Il sentimento che pervade tutta la storia tra Sofia e Chris non è banale e il finale - benché siamo catturati completamente nel Mood Romantico di YouFeel - non è scontato come ci si potrebbe aspettare.

Come mi succede sempre quando mi affeziono alle voci di alcuni personaggi, alla fine avrei voluto saperne ancora, avrei voluto guardare oltre la dissolvenza che apre infinite prospettive.

***nei libri come nella vita***

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