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Equilibristi do it better!

L'equilibrio ha forme sempre diverse - Lausanne, 2014.
Quando arriva l'ultima pagina del calendario, la cosa che aspetto e temo di più sono questi giorni.
Fin dall'inizio dell'anno, vado con la mente a oggi e immagino che, questa volta no, non sarò agitata, sarò così sicura delle mie conquiste da non temere i buoni propositi mancati e quelli mai formulati.
Poi arriva oggi e...

La verità è che non è facile fare bilanci quando tutto quello che hai fatto durante l'anno appena passato ti ha sbilanciato per poi farti trovare un nuovo equilibrio ogni volta.

Se ho imparato qualcosa in questo 2014 è che l'equilibrio è qualcosa di assolutamente personale e relativo e mai mai mai standardizzabile. Quelli che giudicano gli altri in base al proprio presunto equilibrio perfetto sono quelli che, poi, con un soffio di vento vanno giù e si aggrappano a pochezze senza peso.
Mio padre dice che quando perdi l'equilibrio è inutile che cerchi di aggrapparti, devi cadere e tanto vale farlo limitando i danni, per quanto possibile, e poi rialzarti.
Ma non sempre l'equilibrio perso porta alla caduta. A volte, fa semplicemente improvvisare qualche passo di danza e poi, voilà!, si è di nuovo lì, in una forma nuova e a volte poco diversa da prima.

Insomma, io quest'anno ho perso l'equilibrio e tante volte l'ho ritrovato, altre volte l'ho voluto perdere per ritrovare il passo di danza che mi caratterizzava quando mi sentivo veramente bene.
L'equilibrio è fatto così, secondo me: non si offende se, per un motivo o per un altro, lo abbandoniamo per un po', anzi, lui cambia forma e, per sua natura, decide comunque di starci accanto in ogni caso. 
***di quante persone possiamo dire la stessa cosa?***

Quest'anno ho scritto un libro di racconti che, ora posso dirlo, ha partecipato al Premio Calvino, ma non ha vinto: ha ricevuto solo una bellissima recensione/giudizio dalla giuria che, ogni tanto, vado a rileggermi, ma dovrei farlo più spesso perché mi hanno dedicato parole davvero belle.
***grazie!***

Quest'anno ho finito anche un secondo libro - che scrivevo a singhiozzo da tempo - che, però, è andato perso nel disco svampato del mio mac (ebbene sì, sono stata capace di svampare un mac... Steve Jobs, perdonami tu!). Non chiedetemi come o perché, ma non avevo salvato niente altrove, se non i primi capitoli, quando il buon proposito di salvare sempre era ancora vivo in me, prima di spegnersi sotto l'ego ingigantito di fronte all'impresa di stare scrivendo qualcosa che veramente mi piaceva. Sì, l'ho ripreso ma non l'ho ancora finito (per la seconda volta!) e chissà se quest'anno che verrà mi porterà ad una svolta in questo senso.

Quest'anno mi sono sposata e non chiedetemi com'è perché non ho ancora realizzato cosa è successo esattamente.

Quest'anno è stato un anno unico, per l'equilibrio perso e ritrovato, per tutte le cadute e le risalite, per la gente che man mano mi sono lasciata alle spalle e per quella che si è affiancata per percorrere un pezzo di strada insieme.

Mi chiedo che senso abbia fare buoni propositi e progetti ora.

Anzi, se proprio devo chiedere qualcosa all'anno nuovo, gli chiedo di avere la capacità di formulare buoni propositi e progetti man mano che si presenta l'occasione, di riuscire a tracciare la strada senza avere un percorso predefinito e di sapere quando è il momento di fermarsi a guardare quello che si è fatto fino a quel momento e sorridere.

Gli chiederei il dono di stravolgere qualsiasi buon proposito e progetto a favore di una coraggiosa e splendida intuizione.

Ed è quello che auguro anche a voi:
  • stravolgete gli schemi di quelli che si credono perfetti con la vostra spontaneità; 
  • insegnate agli altri che non esiste un solo modo per essere felici;
  • imparate un nuovo equilibrio.
Tutto il resto è polvere che va via con l'ultima pagina del calendario di questo 2014.

Buon anno, equilibristi!

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