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Maria Recupero della Pescheria di Chiara Aurora Giunta


Si arriva ai libri e alle storie sempre per vie diverse, inaspettate, imprevedibili. O almeno, così succede a me.
Sono arrivata a "Maria Recupero della Pescheria" di Chiara Aurora Giunta [Vanda ePublishing] in uno di questi modi sorprendenti come può essere sorprendente a volte il web.
Sono stata incuriosita dal titolo - e voi sapete quanto io impazzisca per titoli particolari - e poi la copertina mi ha convinta del tutto. E non sono rimasta delusa, anzi.

La scena - perché di scena quasi teatrale si tratta, nelle descrizioni dell'autrice che vi presenta i personaggi e gli ambienti davanti agli occhi - si apre a Catania, nel giugno del 1967, e l'obiettivo è puntato direttamente su Maria Recupero, trentatré anni portati male. Maria è incinta all'ultimo mese e, a giudicare dai dolori che ha, non manca molto. Si fa strada sgomitando nella sala d'attesa alla sala parto e la descrizione delle altre persone presenti difficilmente riuscirete a scordarla, per quanto è nitida e precisa. Nel corso del romanzo, descrizioni del genere diventano lo strumento con cui Chiara Aurora Giunta si assicura l'attenzione del lettore: è impossibile, infatti, distogliersi dalla lettura di fronte alla presentazione di un personaggio o di una situazione, perché se ne viene catturati senza scampo.

Maria ha cinque figlie femmine e il marito è partito per la Germania, ufficialmente per lavorare e mandare soldi per mantenere la numerosa famiglia, ma le malelingue insinuano che Pippo Recupero se ne sia andato perché voleva "il figlio masculo" e la moglie non glielo ha mai dato. Il sesto parto, però, garantisce a Maria il biglietto di ritorno del marito, o meglio, così spera di fronte al bel maschietto coi capelli rossi che le viene messo tra le braccia. Ma prima che Pippo torni ne dovranno accadere di tutti i colori.

Ognuna delle cinque figlie di Maria ha una personalità ben definita, le più grandi già volte al futuro, ai giorni nostri, mentre la figura della patrozza, zia Teresina, rappresenta la memoria della saggezza di un tempo più antico. Maria sta nel mezzo e, se è pur vero che nel mezzo sta la virtù, lei è troppo presa a risolvere i problemi concreti per pensare alla virtù, se non a quella che fa di una donna una donna onesta e non una buttana.

Pur descrivendo regole sociali lontanissime dal pensiero attuale, non si ha nessuna difficoltà a sentirsi vicini a Maria e a tutti quelli che le stanno attorno. L'atmosfera popolare, piena di odori e aromi, calda e avvolgente - nel bene e nel male - vi coinvolgerà a tal punto che vi sembrerà di far parte di una grande famiglia allargata, partecipando alla rabbia e alla gioia, al dolore e alle piccole vittorie di tutti i personaggi.

***c'è da dire che io sono napoletana e nei racconti della mia famiglia spesso ho sentito parlare di personaggi e modi di agire che non si discostano molto da quelli descritti dall'autrice di questa storia appassionata e appassionante, ma credo che l'attrazione verso un'epoca lontana sia universale***

Alla fine, non ve la sentite di condannare neppure i personaggi che potrebbero risultare negativi, perché sono umani, profondamente umani, con le loro miserie che ve li fanno sentire vicini come nemmeno il vostro vicino di casa vi potrebbe sembrare di più.
Chiara Aurora Giunta crea una Maria indomita, vera, che non si arrende e mai si discosta da quella coerenza che da personaggio la fanno diventare persona.

"Maria Recupero della Pescheria" è un romanzo che potrebbe definirsi anche storico, per la descrizione attenta e precisa dello spaccato sociale del tempo e del luogo in cui è ambientato.

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