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Le scarpe son desideri di Mara Roberti


Le scarpe sono un'ossessione tipicamente femminile, si sa, e anche chi dichiara di esserne immune - io, per esempio - davanti ad un bel paio di scarpe, capitola e si mette impunemente a sbavare.

L'attenzione che Cecilia, la protagonista di "Le scarpe son desideri" di Mara Roberti [Emma Books], dedica alle scarpe, però, è diversa. Certo, ne possiede un paio per ogni stato d'animo e occasione della giornata, ma l'ossessione di Cecilia è più altruistica, se così vogliamo dire: riesce a capire il carattere e l'umore di una persona guardando le scarpe che indossa e, di conseguenza, riesce a consigliare a tutti le scarpe perfette.

Cecilia lavora per "Giannini", uno dei più esclusivi e eleganti negozi di scarpe di Milano, di proprietà delle sorelle Giannini, acide e arcigne nei confronti della commessa - a parer mio - più brava che ci sia. Perché, in quale altro modo volete valutare una persona che vi guarda, vi capisce e, cosa più importante, vi fa uscire dal negozio con esattamente quello che fa al caso vostro?
La vita di Cecilia scorre tranquilla, pervasa da un sottile filo di piombo, una pesantezza di cui non riesce a liberarsi perché insita nella sua storia, in quella della sua famiglia, ed è l'origine di quella solitudine che la pervade senza farle compagnia.

Perché dall'alto di un tacco a spillo al cielo il passo era breve.
E se il tacco era rosso fuoco, allora bastava davvero un soffio di vento per portarti lassù.
[fonte: pagina Facebook di Leggimi nel pensiero]
Un giorno, però, arriva in negozio e sente che le sorelle Giannini sono in fermento per l'arrivo in città del designer di scarpe più osannato per pianeta: Steve Sanz.
Se non fosse che Cecilia è un po' stressata per l'arrivo del nuovo inquilino al piano di sotto che si lamenta dei suoi tacchi che fanno troppo rumore, per il fratello Gas che arriva e le mette a soqquadro la casa, per l'"uomo tranquillo" con cui si scrive mail che le scaldano il cuore ma di cui non conosce il volto, se non fosse per tutto questo, forse Cecilia si accorgerebbe che ci sono parecchi indizi che le ronzano davanti al naso che preannunciano che la realtà può essere ancora meglio delle favole, a volte.

Così, mentre le due moderne sorellastre che la trattano come una Cenerentola dei nostri giorni sono impegnate a scoprire chi sia veramente Steve Sanz, Cecilia cerca un modo per liberarsi dalle scarpe strette che il suo cuore indossa da quando sua mamma è morta.
Perché, se è vero che camminare sui tacchi dona al passo una certa armonia, è pur vero che bisogna lasciarsi andare, prima o poi, e rischiare camminando a piedi nudi sui pavimenti a volte scheggiati della vita. E a piedi nudi si può perfino ballare, nel più romantico degli happy ending.

Cecilia l'ho sentita particolarmente vicina, come un'amica con cui fa piacere parlare e che, soprattutto, fa piacere ascoltare. I suoi dubbi e i nodi in cui si impiglia, sono stati anche miei almeno una volta.
Senza svelarvi troppo, non posso trattenermi dal lodare la costruzione del protagonista maschile: è deciso, non nega il suo interesse per Cecilia e non è interessato a far giochetti - come è in uso tra i protagonisti di quasi tutti i romanzi rosa in giro in questi ultimi tempi -, è diretto e convinto, un uomo semplice che non ha vergogna di dire quello che vuole e per me questa è la perfezione.

Mara Roberti dà vita ad una storia bella, leggera e ironica, ma con qualche sfumatura riflessiva e profonda che mi ha fatto rileggere più volte questo libro e sottolineare le frasi più significative (e ce ne sono parecchie, fidatevi!).
Lo stile di questa scrittrice italiana - che ora è in tutti gli store on line con il suo nuovo libro "Le regole degli amori imperfetti" -, oltre ad essere adorabilmente scorrevole e attraente, possiede la leggerezza e la forza di chi ha fatto della scrittura il suo biglietto da visita migliore.

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