Passa ai contenuti principali

Caccia al ladro. E ogni volta io mi innamoro di Cary Grant...

Cary Grant e Grace Kelly in Caccia al ladro (1955).

Io amo i film che hanno in sé quell'aura di felicità d'altri tempi.
E "Caccia al ladro" rientra perfettamente nella categoria.

***oggi pomeriggio lo stavano passando in tv e non ho saputo resistere***

Il film del 1955 è firmato da Alfred Hitchcock e ha per protagonisti Cary Grant e Grace Kelly che, in occasione delle riprese nel Principato di Monaco, conobbe il principe Ranieri che poi sarebbe diventato suo marito.

Grace Kelly in Caccia al ladro (1955).
La trama unisce magistralmente la suspense del giallo al glamour del cinema americano di quell'epoca, con location fantastiche, abiti da sogno e attori che, dalle comparse ai protagonisti, hanno una bellezza abbagliante.

E poi c'è Cary Grant.

Cary Grant (bellissimo!) in Caccia al ladro (1955).
È da quando ero una bambinetta che mi incantavo davanti alla tv ogni volta che passava un suo film.
Certamente non sono io quella che può parlare della sua eleganza, del suo fascino, della sua bravura perché fior fiore di esperti hanno già detto e scritto tutto quello che c'era da dire e da scrivere.

Per me Cary Grant è semplicemente Cary Grant.
Affascinante. Bellissimo. Inconfondibile.


In Caccia al ladro interpreta John Robie, detto "il Gatto", un ladro ritiratosi dalla professione per dedicarsi alla vita tranquilla della Costa Azzurra. L'incontro con Frances Stevens (Grace Kelly), figlia della vedova di un petroliere, lo richiama alle antiche abilità ma, stavolta, per proteggere i preziosissimi gioielli che la donna e sua madre possiedono. I gioielli spariscono lo stesso, però, e Frances sospetta di Robie.
Grace Kelly è di una bellezza statuaria e la corsa in macchina che fa drizzare i capelli a Robie/Grant richiama troppo da vicino l'ultima corsa che portò all'incidente in cui perse la vita.


Il film procede con un ritmo che non lascia scampo: non c'è noia, non c'è un attimo un cui mi viene voglia di cambiare canale, anche se so perfettamente la battuta che verrà dopo, la scena che seguirà.
Ho già detto in altre occasioni che sono cresciuta con questi film e, forse, il mio gusto e i miei bisogni culturali si sono formati anche in base alla complessità e alla bellezza che ho assorbito da pellicole come questa.



Generazioni di donne hanno amato quest'uomo e, a ventotto anni dalla scomparsa, i suoi film continuano a far sognare. O almeno, io sogno.

Cary Grant in una delle scene iniziali di Caccia al ladro. Sulla destra, il regista Alfred Hitchcock.

Commenti

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina di Viviana Giorgi

Le atmosfere e i personaggi, a volte, non hanno bisogno di tantissime parole per manifestarsi al lettore. Succede così in "Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina: romanzi in miniatura" di Viviana Giorgi [Emma Books], dove, nei racconti brevi, c'è tutto lo stile che abbiamo imparato a riconoscere come tipico dell'autrice, maestra del romance storico quanto contemporaneo.
In "Il Duca & Miss Mason", ad esempio, si ha un gustosissimo assaggio del romance storico come piace a me, frizzante e mai banale, originale e pieno di colpi di scena. Insomma, come negli altri romanzi firmati da Viviana Giorgi, mi è venuta voglia di leggerne ancora! 
Non sono da sottovalutare nemmeno i romanzi in miniatura contemporanei: alcuni sono stati vincitori di premi, altri sono stati già pubblicati su diversi siti, ma tutti hanno l'accuratezza e la maniera dell'autrice, una specie di tocco magico che mi fa desiderare di saperne di più.
Uscito nel periodo delle …

Il ritmo della vita

Sono sempre andata in giro a passo svelto. Non so che fretta avessi, ma sono sicura che non indugiavo nemmeno un attimo più del dovuto per strada o in qualsiasi posto andassi.
Me ne sono resa conto l'altro giorno mentre guidavo. Ero da sola e negli ultimi tempi non lo sono mai.  Forse per questo, ad un certo punto, ho alzato il piede dall'acceleratore e ho deciso che, per quell'ora in cui sarei stata per strada, non avrei corso.  Non avrei accelerato il passo. Non avrei tralasciato di guardarmi attorno solo per non perdere nemmeno un attimo della mia corsa.
Il ritmo della mia è vita cambiato perché io sono cambiata. C'è stato un tempo in cui correvo senza sapere dove andare. Ora la mia corsa ha una meta e sa rallentare quando occorre. Sa fermarsi per guardare un cespuglio fiorito, un bimbo che corre, una persona anziana che sorride.
Ho capito che è inutile che mi ostini a voler imporre quello che penso possa essere il mio ritmo. Così facendo continuerò ad andare lenta…