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Un incantevole imprevisto di Marianne Kavanagh


Ci sono momenti in cui ci sembra di avere perfettamente tra le mani la nostra vita e siamo sicuri di avere il controllo su quello che vogliamo, su quello che abbiamo e su quello che avremo domani, su tutto.
Fondamentalmente, ci illudiamo.

Sono sempre stata restia a credere nel destino, forse perché troppo figlia di un'epoca in cui chi non ha il controllo di sé e delle proprie azioni è visto come un pazzo o un perdente (a volte tutte e due le cose insieme).
Poi la vita ci pone di fronte a coincidenze, fatti ed eventi che non hanno spiegazione alcuna se non adducendoli a qualcosa che è scritto e che agisce indipendentemente da noi. Che, anzi, resta lì in attesa del momento giusto, l'unico, per entrare in scena.

Accade così che il destino giochi con i personaggi di "Un incantevole imprevisto" di Marianne Kavanagh [Garzanti] tanto che, fin dall'inizio, ho iniziato a pensare: "E ti pareva, oh...!".
Non è possibile, infatti, che due persone che tutti dicono essere fatte l'una per l'altro, che tutti dicono di dover reciprocamente presentare, non riescano mai ad incontrarsi. E non per un'occasione o due, ma per anni!

Succede così che Tess e George girino l'uno attorno all'altro in una città grande come Londra e sembra che le loro strade si sfiorino sempre senza doversi mai incrociare. Gli amici non fanno che dire loro che devono presentarli, che loro due - e solo loro due in una moltitudine di persone - hanno tante, troppe cose in comune che per forza sono fatti per stare insieme. Ma il destino non è dello stesso avviso e per anni gioca con loro come il gatto col topo, senza permettere loro di afferrarsi.
Solo quando sarà il momento, solo allora e non un attimo prima, il destino farà di tutto ma proprio di tutto per far incrociare i loro sguardi e, da quel momento, il pensiero dell'uno sarà sempre in quello dell'altro.

Ci ho messo un po' a decidere di farmi conquistare da questa storia, ma poi, ad un certo punto, ho capito di essere capitata in un bel libro, di quelli che ti passano un messaggio attraverso una storia che è d'amore, ma che è soprattutto di vita, o meglio, di vite.

E il messaggio è: mai arrendersi perché non si può mai sapere cosa c'è in serbo per noi.

"Un incantevole imprevisto", nella copertina, ricalca il filone "ragazza-con-calzino-in-testa" inaugurato da "Uno splendido disastro" e questo può essere fuorviante per chi non ha più né l'età né la voglia di impelagarsi in una serie con protagonisti degli adolescenti o poco più. Non fatevi ingannare: nel libro della Kavanagh di acerbo non c'è davvero niente.
Il titolo originale è "For once in my life" - in onore della celebre canzone che, nel testo, viene nominata nella versione di Frank Sinatra - mentre in italiano, secondo me, si vuole sempre cavalcare l'onda della composizione aggettivo + sostantivo del già citato filone della McGuire.

Questo per dirvi cosa?
Per consigliarvi di non fermarvi alle prime impressioni date da copertina e titolo, perché ci sono libri che conservano piccoli mondi di profondità. Come questo.

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