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Salone del Libro di Torino 2014: ecco perché non ne scriverò...


Ieri è iniziato il 27esimo Salone del Libro di Torino e, fino al 12 maggio, al Lingotto sarà una festa di autori, editori ma, soprattutto - spero - di libri.

Lo scorso anno ho seguito in maniera quasi ossessiva ogni minima iniziativa legata alla manifestazione libraria più importante d'Italia [qui trovate i diversi post].
Quest'anno ho deciso di no.
Perché?

Perché il tema del Salone, quest'anno, è il bene e per fare bene le cose bisogna mettere in campo il 1000x1000 di tutte le proprie capacità e io, non essendo riuscita ad andare fisicamente a Torino nemmeno quest'anno, mi sento di non poter offrire ai lettori di questo blog quello che davvero vorrei, e cioè uno sguardo "altro" su una realtà di cui tutti parlano al momento.

«Non discorsi astratti, ma un'agenda di cose da fare. E da fare bene, al meglio possibile».

Lo dicono nella presentazione del tema e lo penso pure io, ora più che mai.
E quindi. Niente Salone del Libro di Torino 2014.
O meglio, niente post da comunicati e cose così, ma se, da tutto il marasma di cose che leggo e che vedo - solo in rete, purtroppo... - dedurrò qualche riflessione da condividere, state pur certi che lo farò con grande piacere con voi.

Forse molti di quelli che, più o meno passivamente, scrivono del Salone dovrebbero farsi qualche domanda e decidere, per una volta, di prediligere la qualità alla quantità.
Ma questa è solo una mia opinione.

Intanto, continuo a leggere libri e a cercare di leggermi anche nel pensiero.
E voi, se vi va, fatemi compagnia...

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