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Quando il titolo di un libro fa impazzire i lettori...


Come si sceglie un libro?
E perché veniamo attratti da uno in particolare?

Più e più volte - e su canali più autorevoli di questo - si è discusso dei meccanismi insiti nella scelta di un libro da parte di lettori più o meno assidui.
Io non voglio parlare di teorie scientifiche, delle aree del cervello che si attivano di fronte a certi stimoli  visivi o dei geni del marketing che sarebbero capaci di convincere pure le pietre muschiate.

Io voglio parlare di quei libri che hanno titoli di fronte a cui vi fermate, attivate i neuroni sonnacchiosi che fanno campeggio nella vostra testa, e poi, improvvisamente urlate (anche solo nella vostra testa, eh, non c'è bisogno di dare spettacolo da manicomio...): GENIALE!

***molto spesso ci aggiungo anche una mala parola, ma quella è solo per chi mi sente dal vivo***

Devo confessarlo: ci sono titoli che mi fanno impazzire. 

***letteralmente/letterariamente***

Un piacere per la mente e per la lingua, che snocciola in sequenza le parole messe insieme per rimandare al cervello un puro brivido di godimento.
Dopo, che il libro che ci sia dietro sia all'altezza o meno, diciamo che per me passa in secondo piano, almeno in quel momento.

Vi faccio qualche esempio:

L'inconfondibile tristezza della torta al limone: la stramba malinconia che mi ha colto al solo leggere il titolo, mi ha spinto a cercare le risposte nel libro.

Giallo di zucca: ora, c'è da dire che io impazzisco per le zucche. Per il sapore, certo, ma più che altro per la forma e per il colore. Le compro per fotografarle, per giocarci (sic!) e, quando ho letto questo titolo, la mia mania era in pieno periodo di fioritura (nella mia testa).

Un uomo disponibile: semplice e diretto e che, nella mia testa, apre tutto un mondo di possibilità immaginative. Un libro dovrebbe fare (anche) questo, no?

Guida per gentiluomini all'arte di vivere con eleganza: leggete questo titolo. Poi fermatevi a pensare. Dello stesso autore, ho trovato anche Trascurabili contrattempi di un giovane scrittore in cerca di gloria, ho detto tutto.

Manuale di un monaco buddhista per liberarsi dal rumore del mondo: il rumore del mondo a volte mi assorda e un titolo del genere mi dà speranza di poterlo zittire. Dello stesso autore anche Manuale di pulizie di un monaco buddhista: spazziamo via la polvere e le nubi dell'anima giusto per il cambio di stagione (in tutti i sensi...).

Orecchiette christmas stori: scritto così, dando più importanza alle orecchiette che alla parte inglese. Adorabile!



Dei trenta e più modi per perdere l'ombrello: un titolo così, per me, unisce due cose: il dramma che mi colpisce in prima persona (cioè perdere l'ombrello) e la possibilità di scoprire (e prevenire) altri modi per smarrire questo oggetto la cui utilità - lasciatemelo dire - varia come varia il tempo(!).

Arredo casa e poi mi impicco: chi non ha mai intrapreso l'impresa (!), non può capire perché questo titolo mi è subito stato caro.

La gente felice legge e beve caffè: leggere il titolo e voler leggere il libro per me è stato tutt'uno.

Le infradito di Buddha: mi ha fatto pensare che, se indosso le infradito abbastanza spesso (come in effetti faccio d'estate), potrei raggiungere la saggezza e la tranquillità di Buddha.

Quella volta che sono morta: perché ci sono tante piccole morti di cui potrei raccontare.


Diciamo che per il momento è tutto, ma questo post sarà spesso aggiornato.
O meglio, è questa la mia speranza a riguardo: trovare sempre nuovi titoli da impazzire!

Commenti

  1. Che carino questo post. Io sono un'inguaribile amante dei titoli lunghi, complicati e intriganti.

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    Risposte
    1. Grazie! Io non ho uno schema, ma mi deve colpire... baaaam! allora poi è amore! <3 ^__^

      Elimina

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